Negli ultimi mesi le piattaforme social e multimediali sono state sotto pressione per cercare di fronteggiare le accuse di diffusione di contenuti legati alla promozione di comportamenti estremisti e alla propaganda terroristica, un esempio la reazione del primo ministro britannico Theresa May all’ultimo attentato avvenuto agli inizi del mese a Londra, la quale prendeva in considerazione addirittura una censura di internet a 360° (qui una nostra news a riguardo).
In un comunicato sul blog di Google, Kent Walker, vice presidente senior e consigliere generale di Google, scrive che YouTube ha definito quattro nuovi step per fronteggiare la diffusione di contenuti violenti, estremisti e legati al terrorismo sulla propria piattaforma.
Il primo passo riguarda l’espansione dei sistemi automatizzati per meglio identificare video legati al terrorismo, o ad attività ad esso riconducibili, e rimuoverli nel modo più rapido possibile, cercando anche di definire maggiormente gli standard di classificazione dei contenuti così da garantire la più efficace ed attendibile identificazione.
In secondo luogo Youtube sta anche espandendo il suo bacino di Trusted Flagger: un gruppo di esperti con privilegi speciali che possono rivedere ed eliminare contenuti segnalati che violano le linee guida della nuova politica.
Il terzo passo è quello di prendere una linea più dura su video che, non violano le nuove politiche di sicurezza, ma comunque si basano su contenuti potenzialmente dannosi e virali: in questo caso non verranno rimossi, ma non verranno pubblicizzati né tanto meno sarà facile trovarli nelle ricerce e ad ogni modo saranno segnalati con un avvertimento, al pari di quanto già avviene per i contenuti VM18.
Infine, per quanto riguarda l’ultimo step, la società si concentrerà particolarmente nel contrastare la radicalizzazione con una campagna di anti-reclutamento; sulla base del programma già attivo Creators for Change verranno promossi video contro l’odio e la radicalizzazione implementando il “Redirect Method” in tutta Europa. Questo approccio utilizza il potere di una pubblicità positiva mirata per raggiungere potenziali nuove reclute e reindirizzarle verso video con contenuti che possona farli riflettere e fargli cambiare idea. Nelle precedenti implementazioni di questo sistema, le “potenziali reclute” hanno fatto clic su annunci di questo tipo con una percentuale insolitamente elevata e registrando visualizzazioni per oltre mezzo milione di minuti di contenuti video che debellano i messaggi di reclutamento terroristico.
Walker inoltre precisa come YouTube stia collaborando a stretto contatto con vari governi e forze dell’ordine per identificare e rimuovere contenuti senbili, e ha investito in sistemi che aiutino a portare avanti in maniera sempre più efficiente questo arduo compito; continua spiegando come stiano anche lavorando a fianco di aziende come Facebook e Twitter per sviluppare insieme strumenti e tecniche per fronteggiare l’anti-terrorismo online.