La compagnia di Lei Jun ha annunciato un trimestre record, quello che si è appena concluso con la fine di giugno. Xiaomi ha consegnato 23,16 milioni di smartphone, risultato che arriva dopo un rallentamento delle vendite fatto registrare l’anno scorso per via di alcuni problemi relativi alle forniture. Il produttore cinese ha quindi organizzato una “ricalibratura”, che a quanto pare ha funzionato: rispetto al primo trimestre del 2017 c’è stata una crescita del 70%.

Lei Jun ha dichiarato che il miglioramento è dovuto ad una nuova strategia operata in madrepatria più legata alle vendite offline che al modello online. In Cina sono adesso 123 i negozi proprietari Mi Home, e in questi giorni ne verranno aperti altri 14. In aggiunta Xiaomi sta collaborando con famosi partner commerciali (JD.com, Tmall, Suning) per alimentare le vendite dei propri prodotti durante lo shopping festival “618” che tradizionalmente si tiene a metà anno.
Fa registrare ottimi numeri anche la divisione Indiana della società, che rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso ha prodotto un incremento nel fatturato del 328%. Nel paese è stato Redmi Note 4 il modello preferito di Xiaomi, con la compagnia che ha aperto il suo primo Mi Home in India proprio negli scorsi mesi. La compagnia favorirà almeno per i prossimi due anni il canale di rivendita offline dove possibile, soprattutto in India dove costruirà altri 100 negozi.
Particolarmente importante nella strategia della compagnia anche il ramo ricerca e sviluppo, che ha permesso la produzione del processore Surge S1, il primo con brand Xiaomi. La ricerca di Xiaomi ha prodotto anche alcune delle tecnologie presenti sui più rinomati modelli della compagnia, come la fotocamera di Xiaomi Mi 6 e l’enorme batteria di Xiaomi Mi Max 2. Xiaomi prevede di registrare un fatturato di 14,7 miliardi nel 2017 e una previsione di 100 milioni di consegne nel 2018.
Ancora niente di ufficiale per quanto riguarda i mercati europei: la compagnia non vende ufficialmente in Italia e nel Vecchio Continente, così come è assente in tutti i mercati Occidentali. Il tutto nonostante i suoi prodotti siano particolarmente ambiti dagli appassionati, che vedono in Xiaomi il miglior rapporto qualità-prezzo e che sono attualmente costretti ad affidarsi ai canali non ufficiali per poterne acquistare uno, con tutti i rischi che ne conseguono.