Windows 11 26H2 taglia il consumo di RAM? I primi riscontri dividono gli utenti

Microsoft ha distribuito Windows 11 26H2 il 29 settembre sotto forma di pacchetto di abilitazione (enablement package), un aggiornamento leggero che condivide la stessa base di codice delle versioni 24H2 e 25H2. L’update ha attivato funzionalità rimaste dormienti nelle build precedenti e, secondo le prime segnalazioni raccolte in rete, sembra aver prodotto un effetto collaterale gradito: una riduzione misurabile del consumo di RAM all’avvio

Le testimonianze più citate arrivano da un thread su Reddit. Un utente ha registrato un calo dell’occupazione all’avvio da 6,9 GB a circa 4,8-5 GB, mentre altri confermano risparmi nell’ordine di 1-3 GB. Su X, un altro caso documentato mostra un passaggio da 9,1 GB a 7,5 GB di memoria impegnata a sistema fermo. I numeri sembrano coerenti tra loro: chi parte da una baseline più alta tende a guadagnare di più, chi ha macchine con 8 GB totali riporta miglioramenti più contenuti o nulli.

Perché il condizionale è d’obbligo: una quota altrettanto consistente di utenti dichiara di non aver notato alcuna differenza dopo l’installazione del 26H2. Le segnalazioni positive restano aneddotiche, prive di metodologia uniforme e condizionate da variabili impossibili da controllare (software installato, driver, servizi in background). Trarre conclusioni definitive da un pugno di screenshot del Task Manager sarebbe prematuro.

Il lavoro di Microsoft sulla memoria esiste, ma i frutti maturano lentamente

Un elemento oggettivo c’è: Microsoft ha confermato ad agosto di essere al lavoro sull’ottimizzazione del consumo di memoria in Windows 11, con un impegno esplicito verso i sistemi con 8 GB di RAM. Parte di questo sforzo ingegneristico potrebbe essere confluita proprio nel 26H2, che funziona da interruttore per abilitare migliorie già presenti nel codice ma non ancora attive su tutti i PC.

Tra le ottimizzazioni confermate rientra il lavoro su Esplora file, componente che diversi utenti segnalano più reattivo dopo l’aggiornamento. Un commento nel thread Reddit parla di una risposta istantanea al posto dei consueti 5 secondi di attesa all’apertura. Il dato coincide con quanto Microsoft ha dichiarato riguardo alla riduzione delle allocazioni e delle chiamate a funzione nei componenti della shell basati su WinUI 3.

Proprio WinUI 3, il framework grafico che sorregge l’interfaccia di Windows 11, rappresenta l’altro fronte caldo. Microsoft sta correggendo bug legati alla crescita incontrollata della memoria, in particolare quelli generati dalla creazione ripetuta di storyboard e dalla risoluzione di risorse statiche. Il Windows App SDK 2.5, pubblicato il 29 settembre, include patch specifiche per questi problemi. I benefici dovrebbero estendersi a qualsiasi applicazione di terze parti costruita su WinUI 3.

Il quadro complessivo suggerisce che i miglioramenti siano reali, ma graduali e disomogenei. Chi possiede un PC con 16 o 32 GB di RAM ha più probabilità di osservare una riduzione evidente, semplicemente perché Windows tendeva a occupare una quota proporzionalmente maggiore di memoria disponibile tramite caching aggressivo. Su configurazioni al limite degli 8 GB, dove ogni megabyte conta di più, l’effetto potrebbe essere trascurabile.

Un consiglio pragmatico: aspettare ancora qualche settimana prima di installare la versione 26H2 non è una cattiva idea. L’aggiornamento appare stabile, senza segnalazioni gravi di bug, ma la prudenza con gli update di Windows non è mai fuori luogo. Chi ha fretta di liberare RAM farebbe meglio a partire dal Task Manager, disabilitando le applicazioni superflue all’avvio, prima di attribuire miracoli a un pacchetto di abilitazione.