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Vuole conoscere l’albero genealogico sul web, ma viene arrestato per stupro: incastrato dopo 14 anni

Jared Vaughn è un residente in Florida che è stato accusato di stupro dopo aver acquistato un kit per prelevare un campione del proprio DNA da inviare a quei servizi, abbastanza popolari sul web, per il tracciamento del proprio albero genealogico. Il campione di DNA che ha prelevato è stato confrontato con uno presente negli archivi delle forze dell’ordine e raccolto nel 2007 quando avrebbe aggredito uno studente universitario.

Ruben Delgado, assistente capo della polizia di Tampa, ha dichiarato a Fox 13: “Ci sono voluti 14 anni per la risoluzione del caso ma è stata una cosa importante per noi ed era importante che la vittima riuscisse ad ottenere la chiusura del caso”.

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La vittima ha dichiarato che era ubriaca mentre stava rientrando nella sua stanza del dormitorio dell’Università di Tampa quando un uomo, ora identificato in Vaughn, si è offerto di accompagnarla per poi aggredirla una volta arrivati. I campioni di DNA raccolti allora dopo la denuncia dell’aggressione non hanno avuto alcun riscontro fino a quando il DNA di Vaughn non è stato caricato sul sito web. Lo scorso anno le forze dell’ordine hanno individuato possibili corrispondenze nei database di GEDmatch e FamilyTree, in seguito stata confermate dopo un ulteriore test.

E’ importante sottolineare che questo tipo di indagine è possibile solo nel momento in cui chi si avvale dei servizi di ricerca genealogica esprime esplicito consenso: “Il nostro successo dipende dalle informazioni che si trovano nei database genealogici pubblici dove sono i partecipanti a dover scegliere se aderire alla possibilità di controllo da parte delle forze dell’ordine” ha dichiarato l’agente speciale Mark Brutnell.

In ogni caso la ricerca di corrispondenze di codice genetico effettuata in questo modo pone un delicato problema etico. In questo caso il sospettato ha inviato egli stesso i propri campioni e ha accettato che questi potessero essere usati dalla polizia. Ma vi sono situazioni in cui il codice genetico può essere caricato da terzi (magari parenti o amici che desiderano fare un regalo) finendo con l’autorizzare il controllo da parte della polizia senza il consenso esplicito del diretto interessato.