vivo e UNESCO insieme alla Statale di Milano: trasformare ogni giovane creator in un testimone del clima

Il ruolo dello smartphone è cambiato radicalmente negli ultimi anni: da semplice dispositivo di comunicazione a vero e proprio hub creativo capace di influenzare l’opinione pubblica. Qui nasce “Capture the Future: Global Youth Storytelling Initiative for People and Nature”, l’innovativo progetto nato dalla collaborazione tra il produttore globale vivo e il programma Man and the Biosphere (MAB) di UNESCO.

La prima tappa europea di questa iniziativa ha scelto proprio l’Italia e l’Università degli Studi di Milano come palcoscenico per formare una nuova classe di storyteller consapevoli.

L’obiettivo è quello di trasformare i giovani da utenti passivi di tecnologia a “changemaker” attivi. Non si tratta solo di scattare belle fotografie, ma di utilizzare il linguaggio visivo per veicolare messaggi complessi legati alla sostenibilità, alla biodiversità e alla resilienza climatica. Presentato originariamente durante lo scorso Mobile World Congress di Barcellona, il progetto è entrato ora nel vivo con una sessione formativa che ha unito accademia, scienza e tecnologia.

Un approccio “Dual-Mentor” tra scienza e tecnica

La particolarità dell’evento milanese è risieduta nel suo approccio interdisciplinare. Gli studenti hanno potuto beneficiare della formula del “dual-mentor”, un ponte diretto tra le competenze scientifiche di UNESCO e il know-how tecnologico di vivo. Tra i relatori di spicco figurano il Professor Giorgio Vacchiano dell’Università di Milano, esperto di gestione forestale, e figure chiave di UNESCO come Yue Yu Zou e Manoel Giffoni.

L’aspetto tecnico, fondamentale per dare forma alle idee, è stato curato da professionisti dell’immagine: il fotografo Francesco Gola, noto brand ambassador ZEISS (partner storico di vivo per l’ottica mobile), e il regista Mark Roth. Insieme agli esperti di imaging di vivo, hanno mostrato come le potenzialità hardware dei moderni smartphone – sensori sempre più grandi, algoritmi di intelligenza artificiale e lenti di precisione – possano essere sfruttate per documentare il fragile equilibrio tra uomo e natura con una qualità professionale.

Dopo una prima parte dedicata al programma MAB e all’analisi di casi studio, i partecipanti si sono messi alla prova in un workshop interattivo. Qui, l’attenzione si è spostata sul video storytelling e sull’editing, strumenti essenziali per rendere i contenuti virali e condivisibili sui social media contemporanei.

Le prossime tappe: verso il Global Camp

Per chi non ha potuto partecipare all’evento di Milano, l’opportunità rimane aperta. Fino alla fine di maggio 2026, vivo e UNESCO manterranno attiva una open call globale rivolta a tutti i giovani creator. I migliori progetti di storytelling visivo selezionati durante questa fase daranno ai loro autori il pass per il Global Youth Visual Storytelling Co-Creation Camp, un campus intensivo che si terrà nell’estate 2026 all’interno di alcune delle più suggestive riserve della biosfera europee.