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Vino rosso invecchiato sulla Stazione Spaziale Internazionale all’asta. Prezzo? 1 milione di dollari

Cosa succede al vino rosso nello Spazio? Una domanda che non sappiamo se si pongano i cultori del gustoso nettare, ma a cui vuole dare una risposta Space Cargo Unlimited, startup europea fondata nel 2014 da imprenditori e investitori privati con la passione per il cosmo.

Nel novembre 2019 la Stazione Spaziale Internazionale ha accolto 12 bottiglie di Petrus 2000 – ottenuto da uve merlot nella regione di Bordeaux – con l’obiettivo di studiare come la microgravità incida sull’invecchiamento del vino. Il prezioso carico è rimasto sigillato in un contenitore per 438 giorni e 19 ore prima di tornare sulla Terra a bordo di un cargo SpaceX Dragon nel gennaio di quest’anno.

Dopo essere stato analizzato, adesso il Petrus 2000 spaziale è pronto a finire all’asta da Christie’s. La casa d’aste stima un prezzo di vendita di 1 milione di dollari, circa 830.000 euro. Per riuscire a coglierne le sfumature, insieme alla bottiglia spaziale il fortunato acquirente riceverà anche una bottiglia tradizionale, che comunque costa circa 6000 dollari.

Si tratterà dell’unica bottiglia di Petrus 2000 spaziale a finire sul mercato: tre sono state aperte per scopi di studio (una degustazione), mentre le altre otto saranno conservate per future ricerche. I proventi della vendita di Christie’s aiuteranno a finanziare ulteriori esperimenti di Space Cargo Unlimited.

Rispetto alle bottiglie dello stesso vino che sono invecchiate per la medesima quantità di tempo sulla Terra, il vino che è stato sulla ISS si è dimostrato più evoluto di “uno, due o anche tre anni di quanto ci si aspetterebbe da quello rimasto sulla Terra”, ha dichiarato l’assaggiatrice Jane Anson. “È difficile per me dire se fosse migliore o peggiore. Ma era senza dubbio differente. Gli aromi erano più floreali e con note di fumo – tutte cose che sarebbero comunque accadute al Petrus con l’invecchiamento”, ha spiegato alla BBC.

“Non ci sono molti vini che possono realmente invecchiare per 60 o 70 anni e il Petrus è uno di loro”, ha aggiunto la Anson dicendosi però non sicura se la microgravità avesse avuto un effetto sul vino o se fosse dovuto al viaggio. “Ma c’era una netta differenza”, ha aggiunto.

Per quanto concerne l’analisi, verso fine marzo si è tenuta una degustazione. Per svolgere un test veritiero e capire gli effetti del viaggio in orbita gli assaggiatori hanno avuto dapprima a che fare con tre bicchieri di vino, senza sapere quale dei tre contenesse il vino “spaziale”. “Dovevamo valutare aromi e aspetto, per capire se c’erano differenze. Fondamentalmente dovevamo scegliere quale dei tre fosse diverso. E di questi, ho visto una differenza nell’evoluzione del colore del vino in uno di essi. Non sapevo quale“, ha spiegato la Anson.

La seconda parte del test ha richiesto invece l’assaggio. Anche in questo caso gli assaggiatori hanno analizzato tre bicchieri di vino, senza sapere quale fosse il vino invecchiato nello Spazio e quale fosse quello rimasto sulla Terra. “All’unanimità, i due vini sono stati considerati dei grandi vini, il che significa che, nonostante i 14 mesi di permanenza sulla Stazione Spaziale Internazionale, il ‘vino spaziale’ è stato molto ben valutato sensorialmente“, ha dichiarato Philippe Darriet, ricercatore dell’Università di Bordeaux.

“Sono state percepite differenze riguardo al colore dei vini. Per quanto concerne le componenti aromatiche e gustative, i due vini sono stati descritti con un ricco vocabolario che attesta una notevole complessità olfattiva e gustativa; sono state notate in particolari le dimensioni sensoriali di dolcezza, armonia e persistenza”, ha aggiunto Darriet.

L’invio del vino nello Spazio rappresenta il primo dei sei esperimenti che Space Cargo Unlimited intende fare all’interno di un progetto di ricerca chiamata Mission WISE, che sta per “Vitis Vinum in Spatium Experimentia”. La seconda missione, chiamata Alpha, è stata lanciata con il New Shepard di Blue Origin nel dicembre 2019 per studiare l’effetto della microgravità sui germogli di vite per una breve durata. Poi, nel marzo 2020, sono state inviate sulla Stazione Spaziale Internazionale 320 piante di vite con la missione cargo Dragon CRS-20 di SpaceX, e sono rimaste in orbita per sei mesi. I prossimi tre esperimenti, previsti per la fine del 2022, si concentreranno su batteri, lieviti e processi di fermentazione.

Nicolas Gaume, cofondatore di Space Cargo Unlimited, spera che studiare il vino e altri cibi nello Spazio non solo possa essere utile per future missioni con equipaggio, ma potrebbe anche aiutare a preparare il mondo agli effetti che i cambiamenti climatici avranno sull’agricoltura.

“Sulla Stazione Spaziale Internazionale, dove conduciamo i nostri esperimenti, l’ambiente terrestre viene ricreato fedelmente. Abbiamo lo stesso livello di temperatura, lo stesso livello di pressione, umidità, lo stesso livello di ossigeno, tutto tranne un parametro: la gravità. Ed è importante”, ha aggiunto Gaume. “Quando rimuoviamo quella componente chiave della vita, tutto ciò che vive all’interno della Stazione Spaziale Internazionale è davvero esposto a uno stress immenso che innesca evoluzioni e cambiamenti che vogliamo cogliere con Mission WISE“.