In rete è disponibile un nuovo benchmark DirectX 12 diretto a misurare la potenza di calcolo in FP32 delle GPU moderne. Sviluppato da Alan Dong, ex firma di Tom’s Hardware e FiringSquad, Radiance – questo il nome del benchmark – è in grado di mettere sotto pressione anche le schede video di fascia enthusiast, inclusa la mastodontica GeForce RTX 5090 di NVIDIA.
Radiance utilizza esclusivamente la tecnica del raymarching, un approccio diverso dalla rasterizzazione tradizionale e distinto anche dal ray tracing classico. L’intera scena, ispirata al gioco Breakout, viene costruita tramite formule matematiche e Signed Distance Function, senza texture map, illuminazione precalcolata o scorciatoie di alcun tipo. Ogni pixel viene calcolato da un compute shader, che simula il percorso della luce, le ombre e l’illuminazione globale.
Per avere un termine di paragone, il raymarching è una tecnica utilizzata dai fisici in sostituzione del raytracing durante le simulazioni, in quanto offre un’accuratezza maggiore della ricostruzione e del comportamento dei fotoni.

Dal punto di vista tecnico, il benchmark risulta particolarmente interessante perché non dipende dalla banda della VRAM, né sfrutta acceleratori dedicati per ray tracing o intelligenza artificiale. L’obiettivo è valutare il throughput computazionale e l’efficienza di esecuzione, elementi sempre più rilevanti nelle GPU di nuova generazione.
Radiance ha dimensioni estremamente contenute: il file compresso pesa appena 80 KB e include due preset. Il profilo standard, denominato RTX 5090, utilizza una risoluzione 720p con 80 elementi distruttibili, per un peso complessivo di circa 5 KB. Il preset Extreme sale a 1080p, con 640 mattoncini, e occupa circa 32 KB, una quantità di dati che resta interamente all’interno della cache L1 delle GPU moderne.
I primi test condotti con GeForce RTX 5090 mostrano risultati indicativi. Nel preset standard il benchmark raggiunge 2085 punti, con una media di 76,2 FPS e 58,3 debris. Attivando il preset Extreme, la situazione cambia radicalmente: la GPU scende a 2-3 FPS durante le fasi più impegnative, con una media iniziale di 41,8 FPS prima dell’attivazione completa dei blocchi, che arrivano a una dimensione media di 123,1.
A causa del carico computazionale elevato, lo sviluppatore consiglia di prestare particolare attenzione al raffreddamento della scheda video e al corretto collegamento dei cavi di alimentazione 12VHPWR / 12V-2×6. Radiance nasce come strumento di stress test e come anteprima delle richieste hardware che potrebbero diventare comuni nelle prossime generazioni di GPU, per cui porta la scheda video al limite delle sue capacità.