Nella notte tra domenica e lunedì un attacco informatico ha colpito i sistemi di refrigerazione di diverse catene della grande distribuzione francese, compromettendo frigoriferi e congelatori di centinaia di punti vendita. I supermercati coinvolti sono stati costretti a smaltire grandi quantità di prodotti freschi e surgelati. La procura di Parigi ha confermato l’accaduto e ha avviato un’indagine.
Secondo quanto riportato dall’emittente BFM TV, l’obiettivo materiale dell’operazione sarebbe stata Danfoss, azienda danese che produce sistemi di refrigerazione e che fornisce le catene interessate. Il suo software viene impiegato da numerosi marchi della distribuzione francese per gestire a distanza gli impianti del freddo nei negozi. Gli aggressori, una volta ottenuto l’accesso sfruttando alcune falle presenti in versioni datate del software, avrebbero preso il controllo dei refrigeratori da remoto, innalzato la temperatura interna e attivato i cicli di sbrinamento, con valori che avrebbero raggiunto i 50 °C.
Il problema si collega una vulnerabilità già nota. Ad agosto i ricercatori della società di cybersicurezza Claroty avevano individuato un problema nei sistemi informatici di Danfoss, poi corretto con un aggiornamento firmware. Le intrusioni di questi giorni, tuttavia, avrebbero fatto leva su versioni più vecchie del software, evidentemente non ancora aggiornate presso i punti vendita colpiti.

Per quanto riguarda l’entità del danno, Intermarché ha indicato tra 150 e 200 negozi coinvolti, mentre Coopérative U ne ha segnalati quasi un centinaio. Altre fonti parlano di circa 300 punti vendita tra Intermarché e Netto. Questi dati sono stati confermati ad AFP dalle due catene. Intermarché ha spiegato che in tutti i negozi interessati i prodotti freschi e surgelati dovranno essere eliminati; l’azienda non ha diffuso una stima delle perdite e ha precisato che alcune polizze assicurative potrebbero non coprire un evento di questo tipo.
BFM TV ha inserito tra le vittime anche E.Leclerc, prima catena di supermercati in Francia, dove l’attacco avrebbe forzato da remoto lo sbrinamento degli impianti in numerosi negozi. Il sito specializzato Je bosse en grande distribution ha citato inoltre Carrefour Market e Monoprix. Né E.Leclerc né gli altri marchi hanno però confermato ufficialmente il proprio coinvolgimento. La procura di Parigi, dal canto suo, ha dichiarato che sarebbero state colpite anche altre grandi catene.
Sul fronte economico, una fonte interna al settore sentita da BFM TV stima danni complessivi pari a diversi milioni di euro. L’emittente ha raccolto alcune testimonianze: un punto vendita Intermarché di Haguenau, in Alsazia, ha riferito di aver perso l’intera scorta di surgelati, per un valore di circa 50mila euro, mentre in un E.Leclerc di Waselonne sarebbero andati perduti sia i surgelati sia i freschi, con un danno di circa 220mila euro.
La procura ha segnalato anche alcuni principi d’incendio. L’inchiesta dovrà identificare le vittime e stabilire il nesso tra l’intrusione informatica e i danni denunciati, cioè le scorte alimentari perdute e gli episodi di surriscaldamento.
Je confirme qu’une cyberattaque touche depuis cette nuit les installations de production de froid de plusieurs magasins de notre réseau @CooperativeU. Nos équipes sont pleinement mobilisées, en lien avec les frigoristes, pour rétablir la situation au plus vite. Une enquête devra permettre de faire toute la lumière sur cette attaque. S’attaquer à des équipements essentiels à la conservation des produits frais et à l’approvisionnement alimentaire des Français est d’une extrême gravité et est inédit. C’est inacceptable.
— Dominique Schelcher (@schelcher) October 12, 2026
Dominique Schelcher, amministratore delegato di Coopérative U, ha definito l’attacco “inedito” in un messaggio pubblicato su X. Colpire apparecchiature essenziali per la conservazione dei prodotti freschi e per l’approvvigionamento alimentare dei francesi, ha scritto, è “di estrema gravità” e “inaccettabile”. Le squadre dell’azienda sono al lavoro per ripristinare gli impianti. Al momento, né le aziende coinvolte né la procura hanno indicato chi sia responsabile dell’attacco.