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Trovate misteriose molecole organiche su Marte: l’annuncio della NASA

Dopo più di quattro decenni di ricerca di molecole organiche sulla superficie di Marte pare che gli scienziati della NASA le abbiano trovate ai pendici del Monte Sharp. Il rover Curiosity ha rilevato alcuni composti organici, rilasciati con il surriscaldamento delle rocce marziane a 500°C. Una scoperta significativa se si vuole dimostrare che in passato su Marte c’è stata la vita, visto che la presenza di molecole organiche rappresenta una condizione essenziale affinché possa nascere. Come ogni scoperta di questo tipo su un pianeta che non è di certo vicino, tuttavia, ci sono molti più dubbi che certezze sulla base delle informazioni in possesso degli scienziati della NASA.

Non si sa infatti se le sostanze organiche siano dovute alla presenza di vita sul Pianeta Rosso o consegnate sulla sua superficie da meteoriti esterni, o ancora se siano il prodotto di processi geologici avvenuti sul pianeta. La scelta del punto su cui fare atterrare Curiosity nel 2012 si è basata sull’obiettivo di trovare molecole organiche, ritenendo che il miglior posto fosse il letto di un vecchio lago. Per questo motivo è stato scelto Gale, un cratere dal diametro di 154 chilometri che è stato scandagliato soprattutto nelle depressioni più basse con l’obiettivo di analizzare rocce rilevanti. Una scoperta interessante è arrivata nel 2014, con il rilevamento dei primi idrocarburi clorurati.

In quel caso però i ricercatori non sono stati in grado di scoprire se si trattasse di una contaminazione dovuta al tempo speso sulla Terra dal rover, vista la scarsità di sample su cui erano state trovate le molecole. Curiosity ha così ripreso il suo cammino verso le pendici del Monte Sharp, analizzando alcune argiliti formatesi circa 3 miliardi di anni fa. Se Marte avesse avuto le tracce di una vita passata sarebbe stato quello il posto più vicino in cui cercare il sample idoneo allo studio , si pensava all’epoca. Per analizzare le rocce Curiosity utilizza il SAM, Sample Analysis at Mars, che racchiude una serie di strumenti che riscaldano la roccia, causando il rilascio di gas.

I gas vengono poi incanalati verso un tubo e analizzati da uno spettrometro di massa, mentre la parte che rimane viene incanalata verso un tubo più sottile che separa ogni molecola. Analizzando i sample delle argiliti trovate alla base del Monte Sharp, il rover è riuscito a trovare composti organici tiofenici, aromatici e alifatici e il risultato è stato riportato all’interno di un nuovo documento su Science firmato da Jennifer Eigenbrode, scienziata del Goddard Space Flight Center della NASA. Eigenbrode è rimasta affascinata dalla scoperta di zolfo all’interno delle molecole organiche, probabilmente indispensabile per la preservazione per un lungo periodo di tempo delle stesse molecole sulla superficie di Marte nonostante le forti radiazioni presenti.

Curiosity purtroppo non può dire molto altro per quanto riguarda la vita sul pianeta in epoche antiche, però dal 2020 verranno lanciati nuovi strumenti sul Pianeta Rosso sia da parte della NASA che da parte della ESA e della Roscosmos russa. Queste due ultime agenzie lanceranno il rover ExoMars, che dispone di uno strumento simile al SAM di Curiosity abbinato alla possibilità di scavare molto più in profondità rispetto a quest’ultimo per raccogliere i sample necessari per l’analisi. A queste profondità è possibile trovare molecole prodotte da processi biologici antichi, probabilmente in rocce meglio preservate dalle radiazioni presenti.

Neanche ExoMars potrebbe però confermare la presenza di microorganismi su Marte, visto che per averne la certezza bisognerebbe scavare molto più a fondo rispetto a quanto consentono i meccanismi che riusciamo a mandare sul Pianeta Rosso con le attuali tecnologie.