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Troppe fotocamere sugli smartphone: Sony non riesce a coprire la domanda

Negli ultimi anni la situazione è degenerata, e gli smartphone possono avere anche più di quattro, cinque o anche sei moduli fotografici fra parte posteriore e parte frontale (e a volte poi nemmeno così utili). La domanda per sensori di immagine per smartphone e tablet è quindi cresciuta di pari passo e, secondo Bloomberg, sembra che i fornitori non riescano a rispondere alle esigenze del mercato. E fra le aziende in maggiore difficoltà c’è Sony.

Il colosso giapponese è fra i principali fornitori di sensori di immagine per smartphone, e pare che non sia sufficiente mantenere attive le proprie linee di produzione 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per riuscire a rispondere con efficacia alla domanda dei clienti. Come risultato l’azienda sta provando a raddoppiare le spese in conto capitale a 2,6 miliardi di dollari per l’anno capitale in corso, e ha pianificato l’apertura di un nuovo impianto di produzione di sensori a Nagasaki.

In un’intervista con la pubblicazione americana, il responsabile della divisione semiconduttori di Sony Terushi Shimizu ha inoltre dichiarato che i nuovi investimenti previsti dal colosso potrebbero non essere soddisfacenti: “Dobbiamo scusarci con i nostri clienti perché non possiamo produrne abbastanza”, ha commentato il dirigente. Gli investimenti potrebbero però portare Sony a nuove vette nel mercato dei sensori d’immagine.

L’azienda detiene oggi il 51% del mercato, ma con il nuovo piano d’espansione potrebbe raggiungere il 60% del settore entro l’anno fiscale 2025. Non basta però sfornare un grosso numero di sensori per avere la meglio: il sottosistema fotografico è quello più soggetto a innovazione nel settore mobile, e la qualità degli scatti delle fotocamere è diventata uno dei fattori cruciali nel marketing dei vari smartphone immessi sul mercato.

Sony e sensori d’immagine: domanda e concorrenza alle stelle

Da una parte Google ha puntato tutto sull’elaborazione computazionale nei propri Pixel, Huawei sul numero di effetti e sul supporto dell’Intelligenza Artificiale, e anche colossi come Apple e Samsung hanno puntato e puntano a dire la loro su quello specifico ambito. Molti dei big del settore utilizzano sensori Sony, tuttavia l’azienda giapponese sta affrontando una concorrenza sempre più crescente in un mercato frizzante sotto più punti di vista.

Samsung, ad esempio, ha recentemente annunciato un sensore d’immagine da ben 108MP, dove il numero non significa poi molto ma rappresenta una chiara chiave di marketing, collaborando a braccetto con Xiaomi. Questo sensore potrebbe finire nei flagship del 2020 del colosso coreano (su tutta la famiglia Galaxy S11, ad esempio), che potrebbe significare per Sony la perdita di decine di milioni di sensori immessi sul mercato.