Tory Bruno è entrato in Blue Origin nella divisione per i contratti della Sicurezza Nazionale

Sono passati pochi giorni da quando Tory Bruno ha annunciato di aver lasciato ULA (United Launch Alliance) per “un’altra opportunità”. Ora la sua nuova strada è stata resa pubblica: si tratta di Blue Origin, la società di Jeff Bezos, e in particolare sarà presidente della nuova divisione dedicata ai contratti della Sicurezza Nazionale (sotto il Dipartimento della Guerra, DoW, ex-DoD) che sono molto importanti per le società che si occupano di lanci spaziali in quanto le cifre sono più alte di quelle di altre agenzie, come la NASA.

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Blue Origin ha scritto nel comunicato via social “siamo lieti di annunciare che Tory Bruno entrerà a far parte di Blue Origin in qualità di Presidente della Sicurezza Nazionale, rispondendo al CEO Dave Limp. Tory guiderà la nostra neonata divisione per la Sicurezza Nazionale”. Dave Limp (CEO della società statunitense) ha aggiunto “benvenuto in Blue Origin, Tory Bruno. Condividiamo la profonda convinzione di dover supportare il nostro Paese con la migliore tecnologia possibile. Tory porta con sé un’esperienza senza pari e sono certo che accelererà la nostra capacità di portare a termine questa missione. Siamo lieti di averti con noi” con Tory Bruno che ha risposto “grazie Dave. Porteremo alla nostra Nazione competenze importanti, innovative e urgenti. Non vediamo l’ora di iniziare” ricevendo anche il benvenuto da Jeff Bezos.

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Tory Bruno ha spiegato di essere arrivato in ULA per salvarla dalla chiusura nel 2017 e per riuscire a portare all’operatività il nuovo razzo spaziale (non riutilizzabile) Vulcan Centaur, così da rimettere la società sulla “buona strada”, aggiungendo “ce l’ho fatta. Il mio dovere era compiuto”. ULA è da sempre una delle società che ha siglato più contratti per missioni destinate alla sicurezza nazionale e Bruno ha sicuramente una grande esperienza in merito.

Ora che Tory Bruno è passato a Blue Origin, la strada di ULA si fa decisamente complicata. Diverse società si stanno facendo largo con vettori riutilizzabili (parzialmente o completamente), con SpaceX che ha comunque un enorme vantaggio tecnologico. La tecnologia SMART per il riutilizzo dei motori BE-4 di Vulcan Centaur, realizzati proprio da Blue Origin, è ancora in fase di test ma ci sono anche grandi incertezze sulla possibilità che possa diventare effettivamente operativa e su quanto permetterà di abbattere i costi dei lanci per rimanere competitivi.

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Una delle possibilità è che Boeing e Lockheed Martin scelgano di “liberarsi” di ULA al miglior offerente anche se il prezzo stimato (di circa 5 miliardi di dollari) potrebbe essere rivisto ulteriormente al ribasso. Con SpaceX, Blue Origin e Rocket Lab che sono pronte a spartirsi il mercato dei lanci statunitensi (oltre ad altre realtà che raggiungeranno l’operatività nei prossimi mesi), un altro concorrente potrebbe essere “di troppo” e non avere più spazio. Di contro Blue Origin ha bisogno di figure di spicco del settore per migliorare il suo posizionamento e finalmente intraprendere una seria competizione con SpaceX (che rimane il punto di riferimento). Il DoW invece si troverebbe con una società in meno ma con altri nomi tra i quali scegliere, evitando una situazione di monopolio della società di Elon Musk.