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Tesla, futuro ‘molto difficile’ e licenziamenti in vista: deludente la fine del 2018

Tesla ridurrà la sua forza lavoro di circa il 7%, ed è Elon Musk ad annunciarlo all’interno di un’e-mail inviata venerdì mattina ai propri dipendenti. Il CEO dell’azienda automobilistica americana ha sottolineato che il taglio al personale è necessario per aiutare Tesla ad affrontare una sfida “estremamente difficile”: rendere i propri prodotti (auto, batterie e prodotti solari) competitivi sul piano economico in relazione alle tecnologie analoghe funzionanti con i carburanti fossili.

Tesla Model 3

Con la divulgazione della notizia il prezzo di Tesla nel mercato azionario è sceso del 9%. La forza lavoro dell’azienda è aumentata di circa il 30% nel 2018, secondo Musk, ma pare che l’aumento non sia sostenibile soprattutto in considerazione di alcuni ostacoli che arriveranno nei mesi a venire. L’azienda ha registrato un buon flusso di cassa nel terzo trimestre del 2018, il primo in positivo dopo diversi anni soprattutto grazie alle richieste in aumento sulla Model 3.

Sono state decine di migliaia le richieste sull’automobile più economica del produttore, tuttavia Tesla ha lanciato prima le varianti più costose che le hanno garantito margini sensibilmente superiori rispetto alla media della line-up. Ma alla fine del terzo trimestre Tesla è stata costretta a tornare alla realtà: molti degli “early-adopter” avevano già ricevuto le loro Model 3 e i profitti della compagnia nel trimestre successivo sono destinati ad essere sensibilmente inferiori.

In questo periodo però Tesla sta iniziando a vendere la Model 3 fuori dai confini statunitensi, soprattutto in diversi mercati europei. È quindi atteso un boost nei profitti per il primo trimestre del 2019, proprio nel momento in cui le Model 3 più costose arriveranno ai consumatori europei ed asiatici. Il successo a lungo termine dell’azienda arriverà però con altre mosse: Musk deve essere capace di assottigliare i costi di produzione di Model 3 e di tutta la gamma.

Ed è lo stesso CEO di Tesla ad ammetterlo. Nella lettera si legge infatti che “i nostri prodotti sono ancora troppo costoso per la maggior parte delle persone”, e con la Model 3 che arriva in Italia a circa 60 mila euro non gli si può andare contro. Negli States ad oggi è possibile acquistare una Tesla a 44 mila dollari, e pertanto il target fissato da Musk per la Model 3 di circa 35 mila dollari è ancora ben distante. Al tempo stesso gli USA stanno facendo fuori i sussidi per l’acquisto del veicolo.

Agli inizi del 2019 era possibile ottenere un bonus sulle tasse di circa 7.500 dollari, mentre il 1° Gennaio 2019 il bonus è stato ridotto a 3.750 dollari e a Luglio sarà di soli 1.875 dollari prima di sparire totalmente alla fine dell’anno. Sempre negli USA Tesla è riuscita a ridurre il prezzo di tutte le sue automobili di circa 2.000 dollari, proprio per rispondere alla riduzione del bonus per gli acquirenti, ma Musk avverte che “la strada che abbiamo di fronte è molto difficile”.

L’obiettivo è ancora quello di offrire la Tesla Model 3 da 350 km di autonomia al prezzo di 35 mila dollari, tuttavia Musk ammette che per farlo c’è bisogno di un’economia di scala più efficiente. Oltre alla riduzione della forza lavoro la compagnia terminerà il programma che offre l’uso della rete di Supercharger per sei mesi dall’acquisto di un’automobile, mentre di recente ha eliminato dai listini le versioni più economiche di Tesla Model S e Model X.