I dati federali depositati presso la NHTSA confermano quanto emerso a dicembre in merito ai Robotaxi di Tesla che, ancora una volta, mostrano un’affidabilità ancora distante dalle aspettative dichiarate da Elon Musk. Tra luglio e novembre 2025, la flotta di test composta da Model Y a guida autonoma attiva ad Austin ha registrato nove incidenti su circa 500.000 miglia percorse.
Il rapporto equivale a un incidente ogni 55.000 miglia, un valore nettamente superiore rispetto alla media dei conducenti umani negli Stati Uniti. Secondo i dati NHTSA, un guidatore medio risulta coinvolto in un incidente con segnalazione alle autorità circa una volta ogni 500.000 miglia. Anche applicando una stima più realistica, ad esempio, pari a un incidente ogni 200.000 miglia, la guida umana continua ad essere circa 4 volte più affidabile.

Tesla definisce il servizio come autonomo, ma attualmente i test prevedono ancora un operatore di sicurezza seduto sul lato passeggero, pronto a intervenire. Nonostante questo, gli incidenti documentati includono urti con animali, collisioni con ciclisti, impatti con oggetti fermi e tamponamenti durante manovre in retromarcia.
Le informazioni contenute nei documenti risultano, come di consueto, fortemente oscurate e con molti dettagli mancanti sulle dinamiche reali. Tra gli incidenti riportati da Electrek, sono state segnalate due collisioni a settembre: una indica un impatto con un animale a 27 mph, mentre un’altra fa riferimento a un impatto durante una svolta a destra. Nello stesso periodo emergono due incidenti con oggetti statici, uno dei quali in un parcheggio, oltre a un contatto con un ciclista.
A luglio sono state segnalate due collisioni con SUV, una delle quali ha provocato una lieve ferita. Lo scorso dicembre, invece, Tesla registrò un incidente con “massima gravità delle lesioni” ma “nessun ferito rilevato“. In assenza dei dati completi da parte di Tesla, insomma, rimane complesso stabilire le capacità effettive del software di guida autonoma rispetto ai tempi di intervento umano e la reale entità dei sinistri.

Nonostante questi risultati, Tesla continua a ritenere il Robotaxi come un elemento centrale della propria visione sulla mobilità autonoma. Musk aveva dichiarato che il servizio avrebbe raggiunto metà della popolazione statunitense entro la fine del 2025, una previsione a dir poco ottimistica a fronte dei risultati ottenuti.
Attualmente il servizio completamente autonomo rimane limitato ad Austin. Nella San Francisco Bay Area Tesla ha avviato una versione ridotta di ride-hailing, ma con conducenti umani obbligatori al posto dei semplici supervisori a causa dei vincoli normativi locali.
Durante l’ultima call con gli investitori, l’azienda ha confermato l’intenzione di estendere il programma Robotaxi a sette nuovi mercati entro la prima meta del 2026: Dallas, Houston, Phoenix, Miami, Orlando, Tampa e Las Vegas. L’espansione geografica prevista rappresenta un passaggio rilevante, ma le intenzioni della società dovranno fare i conti con i dati sulla sicurezza che potrebbe impedirne l’autorizzazione in altri Stati.