Era la fine del 2024 quando il ministro Matteo Salvini festeggiava, all’interno del nuovo Codice della Strada, anche le nuove norme sulla circolazione dei monopattini elettrici.
Oltre alle regole tecniche, che in realtà già esistevano, la novità più rilevante era rappresentata dall’obbligo di targa e di assicurazione, come per qualsiasi veicolo a motore.
In realtà le cose, come oggi sappiamo, non sono state così facili, perché sulla carta si ipotizzava qualcosa che non esisteva ed in Italia non era mai stato fatto. Per questo ci sono stati tempi lunghissimi, e diversi passaggi legislativi per definire il quadro.
Ad ottobre 2025 è arrivato il decreto ministeriale per specificare alcuni aspetti pratici, con successiva pubblicazione a novembre. Tuttavia i passaggi non erano sufficienti, perché all’appello manca ancora un decreto del direttore generale della motorizzazione, per stabilire il funzionamento della piattaforma telematica.

Sì, perché i cittadini interessati dovranno accedere online per effettuare la richiesta, pagando tramite PagoPA la cifra di 8,66 euro, più imposta di bolla e diritti della motorizzazione. A quel punto potranno ricevere il contrassegno adesivo, la targa insomma, direttamente al domicilio o presso una tradizionale agenzia di pratiche automobilistiche.
Quest’ultimo decreto però ancora manca, e c’è tempo 90 giorni dal precedente, ciò significa che la scadenza sarà nella prima metà di febbraio. A quel punto i cittadini avranno 60 giorni per mettersi in regola, non solo per la targa, ma anche per l’assicurazione che copre la responsabilità civile per la circolazione del mezzo, ed è necessario che sia chiaramente indicata nella sottoscrizione la targa ricevuta.
Anche se così spiegato sembra che tutto possa concludersi entro marzo-aprile 2026, ci sono ancora aspetti fumosi e non del tutto chiari, come il fatto che i monopattini non hanno necessariamente numero di telaio, poiché non esiste omologazione come per gli altri veicoli motorizzati. Come potranno quindi le forze dell’ordine effettuare i controlli, e quali dati dovranno inserire i cittadini per fare le richieste? E cosa impedisce di utilizzare parafanghi mobili per spostare una targa da un veicolo ad un altro?
Insomma, tutta la questione ha ancora i contorni del pasticcio all’italiana, nonostante i tempi siano ormai strettissimi.