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SpaceX Transporter-1: un Falcon 9 con 143 satelliti a bordo (anche Starlink)

Continuano i lanci di SpaceX dopo che la società di Elon Musk ha messo in orbita all’inizio del nuovo anno un nuovo carico di satelliti Starlink. Ma SpaceX Transporter-1 è qualcosa di diverso e particolare, anche se utilizzerà sempre un razzo Falcon 9 (B1058). Questa missione prevede infatti di mettere in orbita ben 143 satelliti contemporaneamente grazie al ride-sharing che permette di abbattere i costi tra diverse società.

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SpaceX Transporter-1: 143 satelliti in una volta sola

Ridurre i costi di lancio è una delle priorità del settore spaziale e anche di SpaceX (basta pensare al riutilizzo dei vettori). Per far stare nei fairing del Falcon 9 così tanti satelliti ovviamente è stato necessario porre alcuni limiti. In particolare dimensioni complessive e massa non possono competere con altri satelliti più grandi e pesanti. In generale si parla di quasi 5 tonnellate di carico utile.

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Come sono stati inseriti i 143 satelliti all’interno dei fairing (fonte)

All’interno delle coperture superiori troviamo ben 133 satelliti di diverse società e 10 satelliti Starlink della stessa SpaceX che permette di ampliare la copertura satellitare. Lo stesso primo stadio aveva già volato in passato altre quattro volte (Demo-2, ANASIS-2, Starlink-12, CRS-21) e quindi questa sarà la quinta volta.

Una lista approssimativa del carico comprende oltre a SpaceX e la NASA anche NanoRacks, NanoAvionics, Exolaunch, Swarm Technologies, Spaceflight, HawkEye, NASA, iQPS, Umbra Labs, Celestis, Astrocast, Tyvak Nano-Satellite Systems, US DOD, USAF, KelplarianTech, NearSpace, Space Domain Awareness, R2, LINCOLNSHIRE, inOrbit, PlanetiQ, Capella, Kepler, Astro Digital, D-Orbit, Israel defense, spaceQ, UVSQ.

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Il lancio sarebbe dovuto avvenire nel pomeriggio di oggi, ma SpaceX ha comunicato a pochi minuti dalla partenza, che le condizioni meteo non erano favorevoli, comprese possibili scariche elettriche, preferendo rinviare. La nuova data è domani (24 Gennaio 2020) alle 16:00 ora italiana. L’orbita che si prefiggerà di raggiungere il secondo stadio è intorno ai 500 km eliosincrona (SSO). Come per altre missioni, anche in questo caso si tenterà il recupero del primo stadio con la droneship OCISLY (Of Course I Still Love You) e dei fairing con GO Ms. Chief. Sarà possibile seguire lo streaming ufficiale direttamente sulla pagina della società statunitense.

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