Si torna a parlare di un lancio del razzo spaziale Starship di SpaceX, attualmente previsto non prima del 13 novembre (ora italiana), secondo quanto riportato dalla società sul suo sito Web. Se tutto andrà come previsto, si tratterà di un ulteriore passo in avanti verso i lanci operativi del nuovo vettore super-pesante della società di Elon Musk in quanto verrà recuperato prima il primo stadio Super Heavy Booster 22 e successivamente (dopo diverse ore) il secondo stadio Ship 42. Per la prima volta sarà recuperato completamente un razzo spaziale di classe orbitale.

L’orario ufficiale del decollo di Flight 15 di Starship è previsto per il 13 novembre, con la finestra di lancio che si aprirà alle 23:15 (ora italiana) e si chiuderà all’1:00 del 14 novembre, un leggero ritardo rispetto a quanto anticipato in precedenza. La diretta Web comincerà circa 30 minuti prima del decollo, quindi intorno alle 23:15. Ancora una volta, come per Flight 14, saranno rilasciati dei satelliti Starlink V3 in orbita e questo sarà il secondo lancio orbitale di questo vettore.
SpaceX Starship Flight 15: un lancio storico per il razzo spaziale
Come scritto sopra, Flight 15 dovrebbe essere il primo a riportare al sito di lancio per la cattura attraverso le bacchette di Mechazilla, sia il primo stadio Super Heavy Booster 22 che il secondo stadio Ship 42, al Pad 2 di Starbase in Texas. La missione prevede un’orbita a un’altitudine di circa 275 km e circa 14 orbite attorno alla Terra nel corso di un volo che durerà complessivamente oltre 22 ore. Si tratta quindi di una missione estesa e che presenta diverse difficoltà per un vettore di questo tipo.
STARSHIP FLIGHT 15 – Our estimated ground track of the full flight, and abort areas: https://t.co/OBBDy2lQQo
— IGW (@interstellargw) November 7, 2026
Come nella prima missione orbitale di Starship, il profilo di volo è stato progettato per poter inserire il veicolo in una traiettoria suborbitale sicura così da poter decidere se proseguire con Flight 15 oppure interromperla. In caso i parametri non fossero quelli attesi, si potrà farlo rientrare in sicurezza in diverse aree oceaniche predefinite dopo l’innalzamento all’altitudine orbitale.
La missione precedente, culmine di oltre una dozzina di test di volo e di anni di sviluppo (costati 3 miliardi di dollari nel 2025 e circa 1,8 miliardi di dollari nel 2024) aveva portato Starship in orbita e dispiegato per la prima volta carichi utili significativi nello Spazio. Per Super Heavy Booster 22 l’obiettivo principale è portare a termine il lancio, ascesa, separazione degli stadi con la tecnica dell’hot staging, accensione dei motori per il rientro e ritorno al sito di lancio per la cattura. Sarà il primo tentativo di rientro e cattura per un primo stadio Super Heavy V3. In precedenti test di volo erano già stati catturati con successo tre booster V1, e due di essi hanno dimostrato con successo il riutilizzo in nuovi voli.
SpaceX have posted the complete flight profile of Starship Flight 15 ahead of launch next week 🔥 https://t.co/pJquWhscvA
— jacobruh 🚀 (@jrxcket) November 7, 2026
Per lo stadio superiore Ship 42, gli obiettivi principali sono il dispiegamento di 26 satelliti Starlink V3 e il primo ritorno al sito di lancio, con cattura a Starbase (Texas) attraverso le bacchette di Mechazilla di Pad 2. Per motivi di sicurezza, il secondo stadio tenterà il ritorno solo se il team di controllo di volo avrà verificato che i sistemi critici per le manovre di rientro, l’accensione finale di atterraggio e l’avvicinamento alla torre siano in buone condizioni.
I 26 satelliti Starlink V3 mirano ad ampliare in modo considerevole la capacità della rete e le velocità per gli utenti. Ciascuno aggiungerà 1 Tb di capacità alla costellazione: nel complesso, i 26 satelliti equivalgono a circa 10 lanci di satelliti Starlink V2 Mini su Falcon 9, come già avvenuto con Flight 14. Dopo il rilascio da Ship 42, i satelliti apriranno le antenne, dispiegheranno i pannelli solari e stabiliranno i primi contatti con il suolo e con il resto della costellazione tramite radiofrequenza e collegamenti laser. Poi cominceranno a innalzare l’orbita con i propulsori di bordo. Terminate le verifiche in orbita, potrebbero iniziare a servire i clienti già a poche settimane dal lancio.
Tre dei satelliti Starlink sono stati modificati con un insieme di telecamere per scansionare lo scudo termico di Ship 42 e trasmettere le immagini agli operatori del centro controllo missione. Questo metodo, già provato in voli precedenti, è una delle diverse fonti di dati per valutare se il secondo stadio sia pronto a tornare al sito di lancio. Lo scudo termico incorporerà inoltre i miglioramenti introdotti con Flight 14: meccanismi di ritenzione aggiuntivi sulle piastrelle nelle zone ritenute a maggior rischio di distacco durante l’ascesa e interventi sulle aree in cui il plasma poteva infiltrarsi dietro le piastrelle generando problemi alle strutture principali. Una larga parte dello scudo avrà infine piastrelle a profilo curvo, che hanno mostrato di ridurre il riscaldamento negli spazi tra una piastrella e l’altra.