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Sorveglianza delle email e messaggi privati: il Parlamento Europeo approva una misura temporanea per combattere gli abusi su minori

Il Parlamento Europeo ha approvato una serie di misure d’emergenza che permetteranno alle società che forniscono servizi di comunicazione di passare al setaccio i messaggi privati degli utenti alla ricerca di materiale contenente abusi sessuali su minori. Si tratta di una decisione provvisoria che ha lo scopo di risolvere alcuni problemi che si sono presentati con l’entrata in vigore, lo scorso dicembre, del Codice Europeo delle comunicazioni elettroniche.

Lo scorso anno, nota la Commissione Europea, sono stati segnalati quasi quattro milioni di immagini e video contenenti abusi su minori, e oltre 1500 tentativi di adescamento. Il nuovo Codice ha però disposto il divieto per le società che operano servizi di comunicazione su internet di cercare volontariamente contenuti illegali come gli abusi sessuali su minori. Ylva Johansonn, commissario Europeo per gli Affari Interni , ha dichiarato: “In pochi mesi le segnalazioni sono diminuitie del 53%. Centinaia di casi, che passano inosservati ogni giorno”.

Misure d’emergenza temporanee: dureranno 3 anni

Con le nuove misure d’emergenza le società di cui sopra potranno rilevare, rimuovere e segnalare tali contenuti, come parte di una soluzione temporanea che avrà una durata massima di tre anni. Parallelamente le varie autorità nazionali per la protezione dei dati avranno la possibilità di esercitare una maggior supervisione delle tecnologie utilizzate. Tutte le pratiche saranno comunque soggette alle norme GDPR e alla Carta dei diritti fondamentali, con i dati che saranno trattati per lo stretto necessario e trattenuti non più del dovuto. Sarà inoltre necessaria la supervisione umana al trattamento dei dati, intendendo con ciò che non potranno essere analizzati in maniera totalmente automatizzata.

La relatrice Brigit Sippel ha dichiarato: “L’accordo è un compromesso tra il rilevamento di abusi sessuali su minori online e la protezione della privacy degli utenti. Potrebbe non essere perfetto, ma è una soluzione temporanea e praticabile per i prossimi tre anni. Ora abbiamo urgente bisogno che la Commissione proponga una soluzione a lungo termine che tragga ispirazione dalle garanzie di protezione dei dati presenti nelle norme temporanee e che, inoltre, renda più mirata la scansione delle comunicazioni private”.

Inevitabilmente la norma non ha trovato d’accordo tutti gli eurodeputati. Patrick Breyer, del Pirate Party, afferma che l’86% dei contenuti segnalati da strumenti automatizzati non rappresenta effettivamente un crimine: “Il controllo delle conversazioni permetterà ai provider di posta elettronica, messaggistica e chat di cercare indiscriminatamente nei messaggi privati materiale presumibilmente illegale e di segnalarlo alla polizia, usando algoritmi e intelligenza artificiale soggetti ad errori. La sorveglianza di massa in tempo reale delle e-mail è inefficiente, controproducente, pericolosa e causa gravi danni collaterali”.

Anche il Garante europeo della protezione dei dati e il Consiglio d’Europa hanno espresso preoccupazione per il fatto che le nuove misure d’emergenza potrebbero minare la privacy e rappresentare potenzialmente un’interferenza con il diritto alla vita privata e familiare.