Gli spazioplani (anche senza equipaggio) sono “tornati di moda” dopo la fine del programma Space Shuttle nel 2011. Attualmente sono in fase di sviluppo diversi modelli mentre due sono operativi: si tratta di Boeing X-37B e Shenlong, rispettivamente per gli USA e la Cina. L’ESA sta guardando con interesse alla soluzione Space Rider (non propriamente uno spazioplano), AVIC Chengdu potrebbe presto lanciare HaoLong per rifornire la stazione spaziale cinese invece ISRO sta procedendo con i test dello spazioplano Pushpak. La statunitense Sierra Space non aveva rilasciato aggiornamenti da diverso tempo per lo spazioplano Dream Chaser Tenacity. La situazione è cambiata negli scorsi giorni.

Secondo quanto riportato dalla società, Dream Chaser Tenacity ha superato i test acustici per il primo esemplare operativo dello spazioplano riutilizzabile. La campagna di prove è stata condotta presso il Kennedy Space Center della NASA in Florida. Si tratta di un passaggio cruciale verso il volo inaugurale in orbita bassa terrestre nell’ambito del programma Commercial Resupply Services-2 (CRS‑2) dedicato alla Stazione Spaziale Internazionale.
Sierra Space ha completato un nuovo test per lo spazioplano Dream Chaser
I test acustici sono pensati per verificare la resistenza del veicolo (in questo caso uno spazioplano, ma può essere impiegato anche per satelliti, sonde spaziali e lander lunari) alle intense vibrazioni generate dalle onde sonore durante il lancio di un razzo spaziale. Per riprodurre queste condizioni, nel centro della NASA sono stati utilizzati 90 altoparlanti, in grado di generare un ambiente sonoro paragonabile a quello sperimentato all’interno dei fairing di un vettore spaziale in fase di decollo.
Come si può notare dall’immagine, lo spazioplano di Sierra Space, Dream Chaser (chiamato Tenacity) è stato posizionato al centro dell’impianto con le ali ripiegate, replicando la configurazione reale all’interno dei fairing da 5 metri. L’esito positivo della prova ha confermato sia la robustezza dei sistemi elettronici critici sia l’integrità strutturale del veicolo.
Dan Polis (responsabile del programma Dream Chaser e vicepresidente dell’ingegneria di Sierra Space) questo veicolo rappresenta “una capacità rivoluzionaria per le operazioni spaziali civili e di sicurezza nazionale”. Questo modello permette di avere spazio per carichi utili pressurizzati e non pressurizzati. Un altro punto fondamentale è la riutilizzabilità grazie ad atterraggi su pista anziché ammaraggi o atterraggi sulla terraferma come per le capsule.

Dream Chaser ha completato altri test in passato. Lo spazioplano ha superato le prove EMI/EMC per la compatibilità elettromagnetica, i test di traino ad alta velocità e una simulazione di recupero post‑atterraggio. Altri test hanno compreso l’invio della telemetria e dei comandi oltre al tracciamento grazie ai sistemi della NASA.
Nonostante questi progressi Sierra Space è in grande ritardo sul raggiungimento dell’operatività di Dream Chaser considerando che la ISS terminerà la sua vita operativa tra il 2030 e il 2032. Le missioni di rifornimento sono in fase di assegnazione e potrebbero non essercene altre utili per lo spazioplano (se non quelle di prova). Inoltre Sierra Space è anche impegnata nella realizzazione della stazione spaziale Orbital Reef insieme a Blue Origin ma, anche in questo caso, ci sono dubbi sulla capacità della società di portare a termine quanto promesso.