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Sempre alte le vendite di Chromebook e tablet, ma non per molto

Tablet e Chromebook continuano a vivere una stagione caratterizzata da volumi di vendita in crescita rispetto al passato, per quanto la dinamica sia di un progressivo raffreddamento nell’interesse verso questa tipologia di dispositivi.

I più recenti dati rilasciati da IDC, riferiti al secondo trimestre dell’anno, mostrano chiaramente come le vendite di questi dispositivi siano ancora in forte crescita prendendo come riferimento lo stesso periodo dello scorso anno. Siamo però lontani dallo sprint messo in atto nella seconda metà del 2020, periodo nel quale la domanda da parte dei consumatori si è mantenuta molto alta facendo toccare nuove vette quanto a risultati di vendita.

Nel corso del secondo trimestre 2021 le vendite di Chromebook hanno toccato quota 12,3 milioni di pezzi, in crescita di poco meno del 69% rispetto allo scorso anno. Per i tablet l’incremento è stato più modesto, +4,2%, con un volume però superiore ai Chromebook pari a 40,5 milioni di pezzi.

Per entrambe le categorie di prodotti le aspettative sono di una contrazione nelle vendite nel corso della seconda metà dell’anno, visto il progressivo raffreddamento della domanda da parte dei settori educational che per la maggiore ne hanno trainato le vendite dalla seconda metà dello scorso anno.

Tra i produttori di Chromebook è HP a mantenere la prima posizione con una quota di mercato del 35%, seguita da Lenovo con il 21%, da Acer con il 15,3%, da Dell con il 14,5% e da Samsung con il 7%. I primi 5 produttori hanno raccolto il 93% del totale delle vendite, a confermare come questo sia un mercato molto circoscritto quanto a numero di aziende presenti.

Passando ai tablet è Apple che continua a mantenere la prima posizione con il 31,9%, seguita da Samsung con il 19,6% e da Lenovo con l’11,6%. Amazon è quarta con il 10,7% mentre Huawei chiude al quinto posto con il 5,1% del mercato; quest’ultima è l’unica azienda che ha registrato una contrazione nelle vendite, pari a ben il 53,7% in meno, complice anche l’uscita dal suo perimetro di Honor che è diventata azienda autonoma.