Secondo Elon Musk FSD è più sicuro degli umani, secondo Tesla invece no!

Le recenti dichiarazioni di Elon Musk sulla sicurezza della guida autonoma riaccendono il dibattito attorno ai sistemi sviluppati da Tesla. Secondo il CEO, la tecnologia Full Self-Driving (FSD) un giorno arriverà a ridurre fino al 90% delle vittime degli incidenti stradali, equivalenti a circa un milione di morti ogni anno a livello globale. Un’affermazione che implica un miglioramento della sicurezza pari a 10 volte rispetto alla guida umana.

Al momento si tratta chiaramente solo di una previsione e non di un dato rilevabile attualmente. Tuttavia, anche i dati disponibili fino ad oggi presentano alcune incongruenze o, quantomeno, un grado di affidabilità piuttosto modesto.

Tesla, infatti, diffonde esclusivamente il proprio Vehicle Safety Report trimestrale, che confronta i chilometri percorsi con Autopilot o FSD attivi rispetto alla media nazionale statunitense. Questo metodo di confronto viene criticato da anni da ricercatori indipendenti per diverse incongruenze metodologiche.

Uno degli aspetti principali riguarda il tipo di strada. I sistemi Autopilot e FSD vengono utilizzati prevalentemente in autostrada, contesto statisticamente più sicuro rispetto a strade urbane o rurali. Il confronto con dati aggregati, che includono anche ambienti più rischiosi, porta a risultati distorti.

Un secondo elemento riguarda l’età dei veicoli. Le auto Tesla risultano mediamente più recenti rispetto al parco totale circolante statunitense, con dotazioni di sicurezza avanzate come frenata automatica e mantenimento di corsia, disponibili ormai su quasi tutti i veicoli commercializzati di recente costruzione. Questo fattore riduce già di per sé il rischio di incidente, indipendentemente dalla guida autonoma.

Alcuni esperti includono come fattore rilevante anche il profilo dei conducenti. I clienti Tesla appartengono a una fascia mediamente più benestante, con una minore incidenza di incidenti rispetto alla media generale. Anche questo elemento contribuirebbe a rendere il confronto meno affidabile.

Infine, cambia la stessa definizione di incidente. Tesla considera solo gli eventi in cui si attivano airbag o sistemi pirotecnici, mentre le statistiche ufficiali includono anche collisioni minori segnalate alle autorità. Questo elemento porta inevitabilmente a un’enorme discrepanza tra i dati rilevati.

Alla luce di queste variabili, diverse analisi indipendenti indicano che il vantaggio in termini di sicurezza della guida autonoma Tesla non risulta dimostrato. Inoltre, l’azienda non pubblica dati dettagliati su disattivazioni del sistema, tipologia degli incidenti o chilometri percorsi in contesti specifici.

Il confronto con altri operatori del settore evidenzia ulteriori differenze. Alcune aziende concorrenti rendono disponibili analisi validate e confronti diretti con conducenti umani in condizioni equivalenti, oltre a dati accessibili per studi assicurativi indipendenti.

Parallelamente, cresce l’attenzione sulle cause legali legate agli incidenti. Musk sostiene che eventuali procedimenti giudiziari rappresentino una conseguenza inevitabile del progresso tecnologico, poiché la sicurezza assoluta sarebbe matematicamente irraggiungibile. Secondo il CEO, insomma, alcuni incidenti sarebbero semplicemente inevitabili. Tuttavia, molte azioni legali in corso non rientrano in questa categoria, ma casi in cui i sistemi di assistenza alla guida avrebbero contribuito attivamente all’evento.

Le dichiarazioni di Musk si fanno ancora più inverosimile quando si vanno a guardare i dati del sistema di guida completamente autonoma basato su FSD. I famosi Robotaxi, attualmente in fase di test a Austin, hanno mostrato un tasso di incidenti 10 volte superiore rispetto a quello umano, peraltro rilevato dai dati condivisi direttamente da Tesla.

Nel frattempo, il 2026 si è aperto con segnali negativi per Tesla, che registra una flessione del titolo di circa il 20% da inizio anno. A pesare ci sono indubbiamente dati operativi inferiori alle attese e una revisione al ribasso delle stime finanziarie da parte degli analisti.

Diversi fattori hanno contribuito a questo scenario. Negli Stati Uniti è stato rimosso il credito d’imposta federale da 7.500 dollari per i veicoli elettrici, misura che aveva sostenuto la domanda nel mercato più redditizio per Tesla. Sul fronte internazionale, la concorrenza cinese continua a ridurre i margini e a erodere quote di mercato, con una pressione crescente soprattutto in Asia.

Non meno rilevante appare l’impatto reputazionale del brand, un elemento che secondo gli analisti risulta difficile da quantificare, ma che si riflette chiaramente nella domanda, soprattutto in Europa.