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Sarahah: l’app di messaggistica anonima ”raccoglie” le informazioni sui contatti dell’utente a sua insaputa

Sarahah è senza alcun dubbio una delle applicazioni più di tendenza di questa estate. Un’applicazione che permette agli utenti che la installeranno nel proprio smartphone di poter scambiare messaggi rimanendo però anonimi nei confronti del destinatario che dunque non potrà mai sapere chi ha inviato la missiva. Il funzionamento di Sarahah è più facile che mai: ogni utente può creare un profilo che chiunque può visionare. I mittenti possono lasciare un messaggio, anche senza iscriversi al servizio, e in perfetto anonimato. 

Quello che si è scoperto nelle ultime ore però riguarda l’interesse dell’applicazione ai dati personali di chi la utilizza. Sì, perché secondo The Intercept, nel momento in cui viene installata ed aperta per la prima volta Sarahah, il codice realizzato dagli sviluppatori non fa che incamerare tutti i dati della rubrica dello smartphone e questo succede sia su Android che iOS, anche se in quest’ultimo viene richiesta l’approvazione da parte dell’utente. Di fatto quello che accade è un trasferimento di tutti i dati della rubrica dello smartphone direttamente in server esterni che comunque, a detta degli sviluppatori di Sarahah, non saranno assolutamente mai divulgati a terze parti.

Ma allora perché richiedere tutti i dati della rubrica degli utenti? Nella sezione dedicata proprio a questo tema si legge che verranno utilizzati esclusivamente per ricerche statistiche e non per divulgazione. E ci mancherebbe altro. Di fatto però è una dicitura piuttosto semplicistica in cui è più facile che mai passare da utilizzi per mere ricerche alla ricezione di email, SMS o addirittura chiamate. In questo caso non è semplice cedere ogni nostro dato sensibile solo sulla buona fede dello sviluppatore senza chiedersi effettivamente che fine faranno e se davvero non verranno inviati a terze parti.

Al momento dal quartier generale di Sarahah l’unica risposta pervenuta è quella che riprende per filo e per segno la dicitura presente nel portale dell’applicazione. Di certo qualcosa dovrà cambiare affinché si possa continuare ad utilizzare senza alcuna premura il sistema di messaggistica anonimo. La privacy online rimane, con o senza Sarahah, un’annosa problematica in cui addirittura i governi e dunque la politica affronta quotidianamente. In molti utilizzano strumenti atti a difenderne il più possibile nelle sessioni online ma è palese che ormai non è più possibile ottenere la massima sicurezza in questi termini “vivendo” una realtà sempre connessa con il mondo virtuale.