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San Sebastiano di Raffaello è ora digitalizzato in alta definizione

Non è la prima volta che scriviamo della possibilità di godere delle opere d’arte da casa in questo periodo di pandemia, con i musei chiusi. In precedenza era accaduto per Ronda di Notte di Rembrandt, i disegni di Leonardo e il Miracolo degli Impiccati di Raffaello. Ora invece è toccato al San Sebastiano di Raffaello, l’ultima “fatica” di Haltadefizione.

san sebastiano raffaello

Ingrandimento minimo a sinistra, ingrandimento massimo a destra

Gianpietro Bonaldi (responsabile operativo Accademia Carrara Bergamo) ha dichiarato “un museo deve essere curioso e cercare le diverse opportunità per rendere il proprio patrimonio disponibile a un pubblico vasto. La tecnologia è un’opportunità, un veicolo col quale avventurarsi in viaggi sempre nuovi. In questo caso, il viaggio consentirà di entrare nei dettagli più nascosti di un capolavoro dell’arte come il San Sebastiano, avvicinandosi alla magia e al genio di Raffaello”.

Il San Sebastiano di Raffaello in alta definizione

Come nel caso de il Miracolo degli Impiccati dello stesso autore, anche in questo caso si è scelto l’anno del cinquecentesimo anniversario dalla sua morte per permettere agli utenti, anche da casa, di godere di quest’opera d’arte.

raffaello

La collaborazione è nata tra Haltadefinizione e l’Accademia Carrara che ha permesso la realizzazione di questa immagine in alta definizione del San Sebastiano di Raffaello, un’opera giovanile nella quale già si può riconoscere il tocco dell’artista e le influenze peruginesche.

L’opera è consultabile sul sito Web e grazie all’interfaccia è possibile ingrandire sin nei più piccoli dettagli per permettere di avere una visione anche più particolareggiata rispetto alla visita al museo (anche se l’idea non è quella di sostituire le “classiche” visite).

Come spiegato da Haltadefinizione, quando si pensa all’acquisizione di un’opera in alta definizione, come nel caso del San Sebastiano di Raffaello, le motivazioni sono due: si può aiutare i curatori e restauratori a monitorare lo stato di conservazione mentre gli utenti possono godere dell’arte anche da casa. Si tratta quindi di aiutare l’arte sotto diversi punti di vista (conservazione e diffusione).

Come si può notare nelle immagini, questa rappresentazione del San Sebastiano di Raffaello non è tra le più consuete. Infatti il santo non è svestito mostrando il petto con le frecce ma invece ha un vestito elegante e con fini decorazioni e un viso che mostra placida dolcezza. Non manca comunque il riferimento al martirio con la freccia tenuta tra le mani.

Il dipinto è arrivato all’Accademia Carrara nel lontano 1866 e faceva parte di una più grande collezione Lochis (con 240 opere di pregio). L’opera dovrebbe essere datata intorno al 1503, successiva alla Pala Baronci (completata nel 1501). Raffaello a quel tempo aveva 20 anni e avrebbe completato l’anno successivo lo Sposalizio della Vergine.