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Samsung vende la fabbrica LCD cinese a CSOT (TCL), ma in cambio acquisisce il 12% della società

Nel mondo dei TV diverse tecnologie si stanno affacciando e promettono di essere la colonna portante delle proposte del futuro. Se i W-OLED di LG sono già una realtà, vedremo un numero sempre maggiore di tecnologie con diodi auto emettitori negli schermi, da quelli degli smartwatch fino ai TV di grandi dimensioni. Già oggi vediamo sul mercato i primi pionieri prodotti delle tecnologie MicroLED (a base inorganica) e OLED stampati (a base organica).

Nel futuro non troppo lontano lo spostamento sarà in buona parte su queste tecnologie, con invece gli attuali schermi di tipo LCD (con retroilluminazione e filtro a cristalli liquidi) a giocare un ruolo minoritario.

Segnale di questo processo di transizione la decisione di colossi del calibro di Samsung e LG di fermare la produzione diretta di display LCD, a favore di nuove tecnologie. In particolare Samsung aveva annunciato nel marzo 2020 l’intenzione di dismettere la produzione di LCD sia in madrepatria, sia negli impianti cinesi, entro la fine dell’anno.

Ora arriva la notizia che il governo della Corea del Sud ha approvato in via definitiva la vendita dell’impianto cinese Gen 8.5 di Suzhou da parte di Samsung a CSOT, (sussidiaria di TCL che già deteneva il 10% della fabbrica) decisa nell’agosto 2020.

Samsung vende la fabbrica, ma acquisisce il 12% di CSOT

CSOT era stata fondata proprio come joint-venture tra Samsung e TCL ed è interessante analizzare i termini dell’accordo. In base all’accordo, infatti, CSOT acquisirà il 60% delle azioni di Samsung Suzhou LCD, per un valore di circa 739 milioni di dollari e il 100% del confinante impianto Suzhou Display per un valore di circa 341 milioni di dollari: questi ultimi saranno utilizzati da Samsung come liquidità, mentre i quasi 740 milioni di dollari torneranno a TCL sotto forma di acquisto da parte di Samsung del 12% delle quote di CSOT.

Alla fine quindi l’impianto Samsung Suzhou LCD sarà al 60% di CSoT, al 30% del governo locale e al 10% di TCL, ma Samsung sarà ancora coinvolta, visto l’acquisto di quote di China Star Optoelectronics Technology