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Samsung pronta ad investire in USA per una nuova fabbrica di semiconduttori

Samsung starebbe valutando la possibilità di eseguire un importante e ingente investimento nella costruzione di una nuova fabbrica produttiva di semiconduttori in territorio americano. In particolare si tratterebbe di Austin, nel Texas, la sede scelta per questa nuova fabbrica che dovrebbe veder implementato processo produttivo a 3 nanometri.

Si tratterebbe quindi di una fabbrica allo stato dell’arte, con la quale Samsung vorrebbe rivaleggiare direttamente con la taiwanese TSMC utilizzando quella che sarà nei prossimi anni la più sofisticata tecnologia produttiva per semiconduttori a disposizione,

Tutto questo richiederà tempo e soprattutto ingentissimi investimenti: si parla infatti di un costo previsto in circa 10 miliardi di dollari, per un processo che vedrebbe l’inizio della costruzione della fabbrica nel 2021, l’installazione dei primi macchinari per la produzione nel 2022 e l’inizio della produzione ottimisticamente nel 2023.

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Reuters segnala come una iniziativa di questo tipo sarebbe la prima incentrata su tecnologia EUV, Extreme Ulta Violet, implementata nel suolo americano. Si tratterebbe quindi di un importante risultato per gli USA nel complesso, con potenziali importanti ricadute sulle attività che gravitano attorno alla produzione di semiconduttori oltre a tutte le aziende made in USA che utilizzeranno i chip prodotti in questa nuova fabbrica.

L’investimento di Samsung è parallelo a quello anticipato da TSMC. L’azienda taiwanese prevede di spendere un totale di 12 miliardi di dollari per la costruzione di una propria fabbrica produttiva in Arizona, con avvio della produzione previsto per il 2024. Entrambe puntano a rafforzare la propria capacità produttiva in nord America alla luce delle tensioni legate ai rapporti tra USA e Cina: potenziali futuri vincoli commerciali ancora più stringenti tra le due nazioni potrebbero mettere sotto pressione i contratti di produzione di semiconduttori, con la possibilità di produrre in USA che metterebbe al riparo i rapporti con varie aziende per la produzione dei propri prodotti.