Tecnologia

Samsung Galaxy Fold: il futuro degli smartphone sarà così. La recensione

Mistero, promesse, tanto clamore, una doppia versione e poi finalmente la sua uscita pubblica anche in Italia. Parliamo chiaramente del nuovo Samsung Galaxy Fold, il primo smartphone pieghevole ad arrivare sul mercato con alle spalle una storia che praticamente sembra essere un romanzo. Il finale è però totalmente positivo non solo perché l’azienda sud coreana, con la sua cocciutaggine, è riuscita a proporre lo smartphone sul mercato anche dopo alcune problematiche serie, ma il suo successo sembra andare addirittura più bene del previsto con una produzione che risulta rallentata solo dalla cura maniacale con la quale viene realizzato.

[HWUVIDEO=”2857″]Samsung Galaxy FOLD: ecco il futuro degli smartphone! La recensione[/HWUVIDEO]

Parliamo di un prodotto del futuro. Un futuro che in qualche modo è comunque già presente e che ha anticipato tutti se non nella presentazione di certo nella messa in commercio. Al momento Samsung Galaxy Fold è l’unico device di un brand noto ad essere posto in vendita. E fidatevi non è cosa da poco vista la difficoltà ancora palese nel realizzare un dispositivo che, da grande come un tablet possa richiudersi in dimensioni più piccole di un telefono. 

Per capire il nuovo Galaxy Fold di Samsung è palese che lo si debba usare e usare e ancora usare per giorni e giorni. Ci si deve abituare alla nuova esperienza di utilizzo perché il Fold possiede due schermi, uno esterno piccolo, ed uno interno “enorme” capace di far stare fino a 4 applicazioni simultaneamente senza carenza di spazio. Lo si apre e lo si chiude proprio come ci si era immaginati uno smartphone del futuro qualche anno fa. Ha tante peculiarità così come anche alcune limitazioni. Cerchiamo di scoprirle in questa recensione qui su Hardware Upgrade. 

UNBOXING: c’è anche l’assistenza per un anno

La scatola del Samsung Galaxy Fold è ben diversa da quella che siamo abituati ad avere con qualsiasi altro smartphone odierno. Più grande nelle dimensioni, con un’apertura a scorrimento e soprattutto con il Galaxy Fold completamente aperto posizionato nella parte superiore della stessa. 

Al di sotto troviamo tanti accessori capaci di arricchire quello che è il costo di vendita dello smartphone che lo ricordiamo si attesta sui 2.050€. In confezione troviamo innanzitutto una custodia che permetterà di proteggere il device dalle cadute e dai graffi. Particolare questa visto che è suddivisa in due parti, essendo il Fold un device pieghevole, e soprattutto realizzata in fibra di Aramide che permette di avere grande leggerezza ma anche altrettanta resistenza. 

Non solo perché in scatola gli utenti troveranno anche il classico alimentatore da 15W con cavo USB-C a USB-A. Quindi un paio di cuffie Galaxy Buds di colore nero che ricordiamo risultano realizzate in collaborazione con AKG e permettono di essere accoppiate in modalità Wireless e dunque senza alcun filo. Da sottolineare anche la presenza dello Special Pack che oltre appunto ad avere in confezione tutti gli accessori suddetti permetterà all’utente di ottenere un anno di Samsung Care+ che garantirà la copertura per lesioni del display o del vetro posteriore che riducono l’usabilità del device ma anche infiltrazioni accidentali o danni fisici che limitano la funzionalità del dispositivo. 

DESIGN: si piega ma non si spezza

Il design del nuovo Samsung Galaxy Fold è uno dei punti nevralgici di tutta la recensione. Si è parlato davvero tanto nel corso dei mesi scorsi sui pieghevoli in arrivo quest’anno sul mercato. Si sono visti i primi concept, si sono toccati con mano le prime unità e poi finalmente sono divenuti realtà sul mercato. Il Galaxy Fold cambia, come tutti i pieghevoli a venire, il modo di utilizzare lo smartphone. Un potenziale enorme visto che ad oggi uno smartphone è un qualcosa fortemente radicato nella vita di tutti gli esseri viventi, chi più e chi meno. 

Tutto il clamore collettivo del passato su questo dispositivo forse non potrà essere trasmesso tramite le immagini e le parole di questa recensione. Effettivamente capire cosa significa “piegare” uno schermo che finora abbiamo sempre e comunque visto rigido nella sua forma è possibile solo ed esclusivamente dal vivo. Di fatto però si può vedere e capire quanto la tecnologia abbia fatto passi da gigante e come non si possa non rimanere a bocca aperta non appena si vede quel display piegarsi in due e chiudersi come fosse un foglio di plastica. Guardare Galaxy Fold è un po’ come tornare indietro nel tempo quando si vedevano per la prima volta i telefoni cellulari con lo schermo colorato o con un display curvo. Galaxy Fold è un terminale nuovo, fresco, capace di dare un volto diverso al mondo degli smartphone che forse da troppi anni ormai sembra risultare statico sui numeri delle fotocamere e dei processori. 

Intendiamoci: Samsung non è forse riuscita a realizzare esteticamente parlando il miglior smartphone pieghevole possibile. Ma è chiaramente l’inizio di una fase che possiamo forse chiamare anche era, pronta a rivoluzionare, così come l’iPhone lo ha fatto in passato con il telefono cellulare. Anche se con i suoi tanti piccoli problemi, il Fold, sembra un pezzo di storia che si svolge davanti ai nostri occhi. Un dispositivo fondamentale, piuttosto che un espediente. È audace ed è diverso. Tanto che costringe a ripensare a parecchie abitudini da  smartphone, routine di lunga data e persino a fare movimenti diversi nell’uso quotidiano. 

Partiamo innanzitutto dal Fold chiuso che è poi la posizione in cui il telefono starà per la maggior parte del tempo. Tenerlo ed utilizzarlo con una mano in questa situazione è sicuramente possibile, se si è disposti a limitarsi al display esterno che è molto alto e stretto con una dimensione in diagonale di 4,6 pollici. Il pannello è inevitabilmente piccolo rispetto a quanto oggi giorno siamo abituati ma è comunque più che utilizzabile anche nella digitazione breve.  Un display “di passaggio” come piace chiamarlo a me. Un pannello di ottima fattura che permette di avere ogni tipo di informazione, soprattutto perché le applicazioni vengono replicate a perfezione in ogni dettaglio. 

Il design è fortemente asimmetrico in questa configurazione chiusa. Sulla parte sinistra rimane la cerniera che permette di aprire i due pannelli e stendere il display interno più ampio. Tale asimmetria non comporta però un effetto negativo in mano anzi permette di avere un miglior bilanciamento del Fold che rimane ben saldo nell’uso da chiuso anche se il tutto risulta in vetro e alluminio e dunque facilmente scivoloso.  Visto di lato è palese la differenza di spessore che il Fold possiede. Dalla parte della cerniera questo è leggermente superiore alla parte dove invece i pannelli tendono a chiudersi accostandosi. E proprio nella zona della cerniera si può osservare come il pannello non vada a chiudere volutamente in modo ermetico per lasciare qualche millimetro di spazio appunto nella piega del pannello rovinandolo dunque il meno possibile nelle stati da chiuso. 

La cerniera è risultata un punto di discussione importante nei mesi passati. È un ritrovato tecnologico interessante e anche impressionante nel mondo degli smartphone. La sua progettazione sicuramente ha richiesto molti mesi di lavoro per rendere meticolosamente funzionante il meccanismo di apertura e chiusura senza che questo potesse rovinare il pannello dopo pochi movimenti.  

Il movimento di apertura e chiusura è quasi impercettibile. La cerniera e i movimenti che il meccanismo realizza si fanno in qualche modo sentire ma sono comunque deboli e per nulla fastidiosi. Anzi il “clack” che i due pannelli realizzano al momento della chiusura del Galaxy Fold diviene abitudine come fosse un suono di chiusura strumentale del telefono. La cerniera e tutto il suo meccanismo sono comandati anche da alcune calamite che permettono di tenere chiuso il telefono quando deve rimanere chiuso o di aiutare l’apertura quando invece questo deve essere ‘’ampliato’’ per la migliore visualizzazione. Non sappiamo effettivamente quanto questo meccanismo durerà. Samsung lo certifica per l’intera durata del device e ammettiamo che in questi queste 3 settimane di utilizzo non abbiamo avuto sentore di cambiamenti nel meccanismo di apertura e chiusura anche con il Fold posto sotto stress nell’utilizzo quotidiano. 

Per quanto concerne altri elementi dell’aspetto estetico del Fold non possiamo non parlare delle finiture di pregio presenti sia per la scocca esterna che per le cornici interne che sembrano realizzate in policarbonato ma molto ben fatte e capaci di conferire un aspetto premium all’interno smartphone. I pulsanti sono qui posti nella parte destra del Fold, una volta aperto. Vi è il pulsante di accensione e spegnimento così come il bilanciere del volume in un unico tasto e soprattutto, più in basso, è presente un sensore di impronte digitali che forse meriterebbe un posizionamento migliore. Quando aperto, infatti, funziona a perfezione e la sua posizione su cornice poso spessa permette sempre e velocemente di sbloccare il Fold. Diversa invece la situazione quando il Fold è completamente chiuso. Il sensore non viene trovato immediatamente dal dito che si divincola tra i due pannelli accoppiati e capita spesso che non si riesca a sbloccare al primo colpo il device. Piccoli dettagli che sicuramente Samsung risolverà con la seconda versione del suo Fold in arrivo nei prossimi anni visto comunque il nuovo fattore di forma di questa generazione. 

A proposito del design, il Fold, sembra essere più che mai resistente anche se la presenza di alcuni dettagli non garantisce la massima praticità da questo punto di vista. Samsung viene in soccorso dei meno sicuro con una cover che fa del proprio meglio per coprire il più possibile tutte le scocche del Fold. L’unica a non poter essere coperta è chiaramente la grossa superficie metallica esterna della cerniera. Ma ad essere sinceri non è mai stata soggetta a situazioni di pericolo. 

DISPLAY: Dynamic AMOLED flessibile

Samsung vuole rimanere al timone nella tecnologia dei display. Qui fa un passo ancora in avanti e propone per la prima volta un pannello completamente pieghevole di qualità. Come detto sul Galaxy Fold si ha la presenza di un doppio pannello: uno piccolo da 4.6 pollici che seppure con bassa risoluzione e dimensione permette visualizzazioni e dettagli migliori di altri concorrenti. E uno più grande flessibile da 7,3 pollici che oltre a richiudersi su se stesso non può che essere amato ogni qualvolta viene “steso”.  

Il suo formato è particolare perché parliamo di un 4.2:3 che potrebbe risultare anomalo ma che invece rende la produttività superiore proprio in mano a chi lavora in mobilità. A livello tecnico è un Dynamic AMOLED della risoluzione di 2152 x 1536 (QXGA+) con neri praticamente perfetti ai quali si aggiunge solo un leggero riflesso dovuto alla presenza di alcuni degli strati superiori del pannello flessibile. Fold seppure con un pannello “pieghevole” offre lo stesso contrasto ‘’infinito’’ dai neri profondi che ci aspettiamo dalla tecnologia OLED di Samsung.

Con un cambiamento così radicale nella struttura di base del pannello stesso, oltre allo svantaggio aggiunto di essere un prodotto di prima generazione, si potrebbe pensare che i pannelli pieghevoli potrebbero avere alcuni inconvenienti. Così non è visto che utilizzandolo quotidianamente si può godere di ogni aspetto tradizionale di questo pannello anche con la presenza di una piccola ed insignificante, alla vista, piega nella parte centrale dove lo stesso display tende a chiudersi. Anche qui come per la cerniera ci si può chiedere effettivamente quanto risulterà funzionante un pannello di questo tipo. Perderà efficacia dopo qualche mese o riuscirà a mantenersi sempre costante nella sua luminosità come nella sua efficacia? Naturalmente alla domanda non è possibile rispondere se non attendendo l’usura. Per il momento nessuna stranezza è apparsa ai nostri occhi in queste tre settimane. 

Sull’esperienza possiamo considerare il fatto che la superficie, essendo comunque in plastica, abbia sicuramente più attrito nell’uso quotidiano rendendo l’esperienza di scorrimento forse meno fluida di quella a cui siamo abituato sul vetro. La cosa più simile a cui possiamo paragonarlo è un touchscreen resistivo di vecchio stile con migliorie tangibili come l’assenza di dover tappare troppo forte per avere risposta. In tal senso tutto funziona come su di un touchscreen capacitivo. 

Inevitabile non accorgersi poi della presenza del cosiddetto effetto “gelatinoso” che si è visto alcune volta in pannello OLED in determinate condizioni, ossia con una luminosità bassa e più evidente nella transizione dal nero al grigio. Qui sul Fold si può osservare e il problema probabilmente deve risalire al fatto che il Fold possiede un orientamento “standard”, verticale, simile a un libro, con il pannello che tende a realizzare il “refresh” da sinistra a destra piuttosto che dall’alto verso il basso. Questo, combinato con il tempo di risposta da nero a grigio relativamente lento, intensifica ulteriormente l’effetto di scorrimento “gelatinoso” che alcune volte può risultare più fastidioso di altre ma sottolineiamo mai invadente. 

Il piccolo pannello esterno, in termini di tecnologia, vede la presenza di un pannello vecchio stampo Super AMOLED dalla risoluzione di 720 x 1680 pixel ossia HD+. Grazie alla sua costruzione più tradizionale, il display skinny possiede un form factor 21:9 con un solido pannello protettivo in vetro. Ha anche una luminosità massima più che rispettabile. Infine da sottolineare la volontà e l’impegno di Samsung nel calibrare allo stesso modo entrambi i pannelli per renderli il più vicini possibile in termini di riproduzione dei colori pur avendo due tecnologie completamente diverse. 

Analizzandolo tecnicamente abbiamo visto come:

Naturale
Naturale

Vivida
Vivida

Le rilevazioni del bilanciamento delle componenti RGB lungo la scala di grigi evidenziano due comportamenti piuttosto differenti tra la modalità Naturale e la modalità Vivida. Nel primo caso abbiamo un comportamento abbastanza accettabile, con un leggero calo del rosso e una parimenti lieve sovrabbondanza di blu che comunque determinano una situazione non preoccupante. Discorso differente per la modalità Vivida, dove a fronte di un verde e un blu sostanzialmente equivalenti, abbiamo una netta deficienza di rosso. E’ un comportamento che si ripercuote anche sull’esperienza visiva, con tinte generalmente fredde.

Naturale
Naturale

Vivida
Vivida

Buon progresso tonale per entrambe le modalità: in Naturale abbiamo una gamma più aderente al riferimento 2.2 mentre in modalità Vivida abbiamo un valore più vicino a 2.4 che restituisce un’immagine generalmente più incisa. La luminanza massima è di quasi 366 candele su metro quadro in modalità Naturale e di 485 candele su metro quadro in modalità Vivida: in ambo i casi non ci sono problemi particolari nella leggibilità all’aperto.

Naturale
Naturale

Vivida
Vivida

La rilevazione di primari e secondari ci permette di apprezzare la differenza tra la modalità naturale e la modalità vivida: nel primo caso abbiamo un triangolo di gamut che va grosso modo coprire il riferimento rec.709, mentre nel secondo caso abbiamo un gamut molto più ampio che eccede addirittura i confini dello standard DCI-P3.

Naturale
Naturale

Vivida
Vivida

Galaxy Fold non brilla per fedeltà cromatica: in entrambi i profili si registrano performance mediocri, ma si tratta di un dispositivo consumer che non ha velleità di produzione professionale. La visualizzazione di foto e video non ne risentirà, ma magari l’editing di qualche fotografia potrebbe risentirne. Nella modalità vivida è inoltre possibile regolare il bilanciamento delle componenti RGB, che tuttavia non ha ricadute sensibili sulla precisione dei colori.  

HARDWARE: 12GB di RAM e memorie UFS 3.0!

A differenza dei telefoni Samsung della serie S10, il Samsung Galaxy Fold ha solo una variante e cioè quella con il chipset Snapdragon 855 di fascia alta di Qualcomm. Si basa sul processo produttivo a 7nm di TSMC e incorpora una CPU octa-core composta da ottoi core Kryo 485 con un clock diverso per ottimizzare prestazioni ed efficienza. Il core più potente ha un clock a 2,84 GHz, quindi ci sono tre core “attenuati” con clock a 2,42 GHz e il cluster finale di 4x core Kryo 485 va a 1,79 GHz e vengono utilizzati per le attività meno impegnative. Questa insolita architettura di processore utilizza l’architettura DynamIQ di ARM che raggruppa diversi core con diversi clock e funziona perfettamente in un unico pacchetto. La GPU è la Adreno 640 ed è il processore grafico top di gamma di Qualcomm in grado di gestire praticamente tutto ciò che si lancia.

  SAMSUNG Galaxy FOLD
OS (al lancio) Android 9.0 Pie con One UI
Processore Qualcomm Snapdragon 855 Octa-Core a 2.8GHz
RAM 12 GB
Display Dynamic AMOLED 7.3″ QXGA (4.2:3)
Super AMOLED 4.6” HD+ (21:9)
Storage (al lancio) 512 GBUFS 3.0
Fotocamera Posteriore

16MP Ultra Wide f/2.2
12MP Wide Angle Dual Pixel OIS f/1.5-2.4
12MP Telephoto PDAF OIS f/2.4 zoom 2X

Fotocamera Anteriore 10MP Selfie Camera f/2.2
8MP RGB Depth Camera f/1.9
Extra

4G LTE Cat.18 con 1.2Gbps
NFC
Sensore impronte digitali

Porte USB Type-C
Batteria 4.380 mAh + Ricarica rapida + Ricarica Wireless


 

Galaxy Fold, essendo costoso e unico, compensa quel prezzo non solo con lo schermo, ma anche con RAM e memoria. Ecco che nel pacchetto completo gli utenti troveranno ben 12 GB di RAM e 512 GB di spazio di archiviazione. Tuttavia, non è presente alcuno slot per microSD per l’espansione della memoria ma non credo che possa esserci problemi con tutto quello storage di default. 

Oltretutto il Galaxy Fold è il primo smartphone Samsung a utilizzare archiviazione UFS 3.0: la serie S10 si affida a UFS 2.1. Per quanto riguarda le prestazioni proprio questa unità flash integrata UFS 3.0 da 512 GB offre una velocità su carta di lettura sequenziale fino a 2100 MB/s, una velocità di scrittura sequenziale fino a 410 MB/s e questo significa che rispetto agli SSD SATA, il Fold con le UFS 3.0 da 512 GB offre letture sequenziali quattro volte superiori anche se leggermente più lento per quanto riguarda i numeri di prestazioni in scrittura. La realtà dei fatti non si discosta poi troppo con risultati in lettura pari a 1512 MB/s contro 789 MB/s sull’S10+. Nel test di scrittura, Fold ha totalizzato valori di 418 MB/s contro 194 MB/s per l’S10+.

Abbiamo eseguito la nostra routine di benchmark tradizionale e il chip Snapdragon 855 all’interno del Galaxy Fold ha fatto come previsto quello che altri device hanno realizzato con lo stesso processore. L’ultimo processore Qualcomm è davvero il migliore disponibile su qualsiasi Android ad oggi. Anche la scheda grafica Adreno 640 ci mette effettivamente del suo nelle prestazioni che risultano addirittura migliori degli smartphone della stessa Samsung ma equipaggiati con processori Exynos. Diciamo che Fold è perfettamente equipaggiato per gestire qualsiasi gioco di ultimissima generazione disponibile al momento e probabilmente quelli che verranno lanciati da qui ai prossimi due anni. 

Gli altri test confermano come il Galaxy Fold possegga l’hardware giusto e per il suo prezzo si ha tra le mani effettivamente il meglio che il mercato Android ha da offrire oggi. A livello prestazionale il nuovo Samsung Galaxy Fold si comporta in modo impeccabile. Può scaldare durante l’esecuzione di grafica più importante ma non così tanto da rendere il device inutilizzabile anzi quello che è da sottolineare riguarda il fatto che il Fold con il processore di Qualcomm lavora meglio di quanto possa fare un Galaxy S10 o Note 10 con un processore Exynos soprattutto in termini di efficienza energetica. Si perché nell’uso quotidiano, come vedremo, il Fold consuma molta meno batteria anche in standby, rispetto a quanto facciano smartphone dell’azienda con CPU proprietaria. 

INTERFACCIA GRAFICA: il Re del multitasking

Samsung Galaxy Fold viene venduto con la versione di Android 9.0 Pie anche se la personalizzazione realizzata da Samsung tenderà a coprire praticamente l’intero sistema operativo di Google. Fold, infatti, possiede l’ultima versione del launcher proprietario dell’azienda chiamata One UI, quella presente anche sulla serie S10 e S9 aggiornata, ma che qui esclusivamente per il Fold è stata migliorata in alcune funzionalità.

Presente il display Always-On, ormai pietra miliare di Samsung e che qui viene posizionato sia nel piccolo display anteriore che in quello interno, nel caso in cui il Fold non venga immediatamente ripiegato e vada in standby. Samsung lo attiva per impostazione predefinita ed disponibile con una forte personalizzazione tra diversi tipi di orologi o anche diverse informazioni dal calendario, alle notifiche delle app passando anche per informazioni di altro genere. Può rimanere attivo per sempre oppure venire programmato per funzionare in un determinato range di orario. 

La schermata di blocco è la stessa per entrambi i display anche se è possibile variare lo sfondo. Non solo perché il layout della schermata iniziale risulta completamente separato per quanto concerne la schermata esterna e quella interna e questo dunque permette di avere una doppia personalizzazione delle app per un utilizzo che potrebbe essere effettivamente differente con lo schermo più piccolo piuttosto che con quello più grande. 

Parlando delle chiamate, se si sta telefonando con il telefono piegato e si decide di aprirlo, l’interfaccia è abbastanza intelligente da passare al vivavoce. Questo è un chiaro messaggio da parte di Samsung di dire all’utente che il Fold non può essere usato accostandolo all’orecchio in modalità aperto visto che non possiede alcuna capsula auricolare interna. Oltretutto risulterebbe davvero scomodo e anche imbarazzante chiamare con un display da 7.3 pollici sul viso.   

L’azione da chiuso ad aperto funziona in modo estremamente fluido e le applicazioni, sia le native Samsung che quelle della suite Google passano praticamente in modo istantaneo dal piccolo display al grande pannello nello stesso punto. Stessa cosa funziona al contrario se impostato dall’utente. Di default invece una volta chiuso lo schermo l’app tenderà a chiudersi mettendo in standby il Fold. Stessi toogle rapidi nella tendina delle notifiche come anche medesime impostazioni che abbiamo visto spesso sugli attuali smartphone di Samsung.

Quello che cambia è senza dubbio l’utilizzo del multitasking quando il Fold viene aperto sul pannello ampio. In questo suo stato di tablet, infatti, è possibile ottenere una multi-finestra vera con la possibilità di aprire fino a 3 applicazioni simultaneamente a cui si può aggiungere anche una quarta in sistema di “floating” ossia sospensione sopra le altre. Questo è il vero vantaggio del Galaxy Fold rispetto ad altri smartphone odierni. Nel momento in cui si apre una unica applicazione basterà realizzare lo swipe da destra a sinistra per aprire un piccolo menu con tutte le app del Fold. Qui scelta l’app da aprire lo schermo si dividerà in due automaticamente permettendo poi di ridimensionare la dimensione della divisione verticale. Se ciò non bastasse basterà aprire una terza app che verrà automaticamente posizionata in basso a destra dividendo lo schermo in tre diverse porzioni. Se ancora servisse una ulteriore applicazione basterà nuovamente aprire il menu a tendina e tappare sull’app per aprirla con una finestra a pop-up pronta per fluttuare in ogni posizione sullo schermo. 

Chiudendo il Fold tutto verrà messo a tacere e una volta riaperto si tornerà automaticamente alla Home senza alcuna app aperta. Basterà però a questo punto tappare sul piccolo pennarello bianco presente nella parte destra del pannello per far ripristinare magicamente tutte le app precedentemente aperte. 

Particolarmente comoda da digitazione sul Galaxy Fold soprattutto a schermo aperto. Anteriormente è palese che il display da 4.6 pollici in formato così stretto non permetta la digitazione facile. Ma è chiaro che Samsung non lo ha realizzato per utilizzarlo sempre ma solo durante le emergenze. E’ aprendo il Fold che otteniamo il vero valore di un display ampio come quello da 7.3 pollici. Qui troviamo tre diverse modalità di digitazione: una tastiera normale, una tastiera a schermo diviso e persino una tastiera mobile. Sono tutte comode e il feedback che si ottiene posizionando entrambe le mani sulla cornice del Fold è ottimale per scrivere anche a lungo. 

Come sempre la One UI propone agli utenti una miriade di funzionalità che aiutano l’utente a destreggiarsi nell’uso quotidiano dello smartphone. Passiamo dalle app della Gallery che permette di sfogliare foto e video, all’app Play Music per la gestione della musica. Esiste anche un’app proprietaria di gestione file My Files, l’app Samsung Health e l’assistente Bixby tra gli altri.

FOTOCAMERA: al top. Avevate dubbi con 6 fotocamere?

Nessuno acquisterà il Galaxy Fold per le sue abilità fotografiche visto che è il multitasking e quel suo essere trasformista a prevalere. Eppure è tra i dispositivi mobile meglio equipaggiati per scattare foto e video in movimento. Le fotocamere del Galaxy Fold sono quasi del tutto identiche a quelle del Galaxy S10+, tranne per gli obiettivi da 10MP leggermente meno performanti per i selfie. Andando però con ordine troviamo una tripla fotocamera sul retro che risulta praticamente identica al Galaxy S10+: esattamente un obiettivo principale da 12 MP, un teleobiettivo da 12 MP e uno ultra grandangolare da 16 MP.

Il sensore primario ha pixel da 1,4 µm, OIS e autofocus a rilevamento di fase a doppio pixel. Ha una doppia apertura focale che permette di passare da f/1.5 per catturare più luce in scenari bui e f/2.4 per una migliore nitidezza in buone condizioni di luce. Il teleobiettivo utilizza invece un sensore da 12 MP con un’apertura focale da f/2.4 con pixel da 1,0 µm, OIS e autofocus a rilevamento di fase. Infine, la fotocamera ultra grandangolare da 16 MP si presenta con un’apertura da f/2.2 ma senza l’autofocus.

Galaxy Fold ha tre fotocamere per i selfie: due sopra il grande display e una sopra il display anteriore. L’obiettivo da 10 MP del Galaxy S10 e S10+ si trova su entrambi i lati del Fold, ma con un’apertura da f/2.2. All’interno invece c’è un altro modulo di rilevamento della profondità da 8 MP per migliori selfie con ritratto e messa a fuoco dal vivo. Oltretutto Live Focus è disponibile con entrambi gli obiettivi per i selfie anche se quello interno li rende più precisi.

Per quanto riguarda il software, l’app della fotocamera è assolutamente la stessa della serie S10. Samsung ha ampliato la gamma di scene automatizzate che saranno riconosciute  ed ottimizzate dall’Intelligenza Artificiale su di un totale di 30 e più soggetti. Rimane al solito il riconoscimento delle varie modalità di ripresa con l’icona degli alberi: 3 alberi indicano l’obiettivo ultra grandangolare, 2 alberi indicano la fotocamera normale e 1 albero permette lo scatto con il teleobiettivo. Le operazioni di base sono semplici con i passaggi laterali per scorrere tra le modalità e un’azione su e giù per passare dalla fotocamera posteriore a quella anteriore. È possibile aggiungere, rimuovere e riorganizzare le modalità direttamente dalle impostazioni. L’impostazione HDR non è solo nel menu ma possiede anche un interruttore on/off per l’attivazione automatica o meno.

Le foto realizzate con l’obiettivo principale da 12 MP sono eccellenti: c’è una grande quantità di dettagli e nel complesso un’immagine pulita e senza rumore. I colori sono vivaci ma non esagerati e la gamma dinamica è eccellente. Le foto sono un po’ più nitide di quelle che di solito otteniamo con la gamma S10. Il sensore teleobiettivo cattura immagini di qualità molto simile a quelle dell’obiettivo principale sia per colori che per dettagli considerando anche la gamma dinamica. Le immagini che abbiamo scattato con la fotocamera ultra-wide da 16 MP sono poi davvero eccezionali. Colori gradevoli e una gamma dinamica molto buona per quanto riguarda questo tipo di fotocamera. 


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In condizioni di scarsa luminosità, la fotocamera principale cattura immagini molto buone con dettagli ben definiti e poco rumore. Anche la gamma dinamica è eccellente. Gli scatti in condizioni di scarsa luminosità della fotocamera ultra-ampia sono abbastanza buoni, anche se non ai livelli di quelli  normali. Tuttavia, per il loro scopo, quelli andranno piuttosto bene.

Sul Live Focus Samsung lavora sempre molto bene e anche con il Fold scattare ritratti risulta estremamente semplice con la fotocamera principale capace di separare molto bene lo sfondo dal soggetto. I volti sono ben dettagliati e le tonalità della pelle più che reali. 

Per quanto riguarda la fotocamera anteriore interna il Galaxy Fold possiede un sensore da 10 MP a cui si associa un’unità ausiliaria da 8 MP per la raccolta di dati di profondità. Quel secondo modulo è ciò che distingue la fotocamera selfie interna da quella esterna. Come sono gli scatti? Con buona luce, Fold cattura splendidi selfie: nitidi e dettagliati. Nella modalità foto i colori risultano un po’ più caldi e più contrastati rispetto alla modalità ritratto, un aspetto leggermente diverso soprattutto se l’HDR entra in modalità Foto. Infine la fotocamera selfie esterna ha la stessa qualità fotografica di quella interna, anche se i suoi scatti di ritratto sono meno precisi in quanto privi di un sensore di profondità.


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Per quanto riguarda i video selfie, Fold non scherza e permette la registrazione 4K con entrambe le fotocamere selfie soprattutto con una qualità ottimale. Possibile anche attivare la stabilizzazione elettronica che funziona in modo eccellente.

Parlando ancora di video ma con le fotocamere principali, Galaxy Fold, permette di registrare video ad alta capacità alla risoluzione 4K fino a 60fps oltre ai canonici 30fps. Possibile anche l’acquisizione HDR10+, registrazione al rallentatore a 960fps con qualità a  720p e naturalmente anche le classiche registrazioni a 1080p a 30fps e 60fps.

È disponibile la stabilizzazione elettronica in tutte le modalità tranne quella a 4K a 60fps. Non è tutto però perché è presente anche una modalità Super Steady per le situazioni con maggiore movimento dello smartphone. I risultati sono decisamente impressionanti. La stabilizzazione ‘’non super steady’’ risulta già buona e permette di avere stabilità già per una moltitudine di riprese. A livello qualitativo il Galaxy Fold di Samsung lavora decisamente bene. Le riprese in 4K della cam principale sono dettagliate e contrastate, con una riproduzione del colore reale e sempre molto fedele. Non c’è praticamente alcuna differenza tra clip a 30 fps e 60 fps in termini di dettagli, il che è piuttosto difficile. 

AUTONOMIA: lo Snapdragon ci mette del suo

Il Galaxy Fold è in possesso di una particolare ”doppia” batteria da 4.380 mAh in totale e decisamente buona per portare a termine la giornata di stress con un utilizzo misto tra i due display. Il lavoro realizzato da Samsung non è da sottovalutare visto che l’azienda deve mantenere attivi ben due display di cui uno veramente importante per dimensione. Chiaramente l’unico riferimento che possiamo fare è con gli altri smartphone visto che Fold è l’unico smartphone con display pieghevole sul mercato. 

Il Samsung Galaxy Fold fa un passo in avanti notevole rispetto a quanto possano fare i suoi fratelli S10+ e Note 10+. Qui si arriva a sera sempre senza alcun problema anzi con una percentuale di carica residua del 30% che in termini pratici significa avere ancora carica per il giorno seguente. Oltretutto sono presenti i risparmi energetici che colpiscono poco il processore nell’usabilità ma molto nell’aumento dell’autonomia. 

Una considerazione importante da fare però è quella dell’egregio lavoro che lo Snapdragon 855 riesce a fare rispetto all’Exynos. La differenza soprattutto in standby è importante e questo dovrebbe anche far pensare a Samsung stessa sul lavoro da realizzare nell’ottimizzazione del proprio chipset per il futuro. 

Per quanto riguarda la ricarica, l’Adaptive Fast Charging di Samsung risulta abbastanza veloce con i suoi 15W. Carica Il Fold completamente in 1 ora e 50 minuti con l’indicatore della batteria che mostra il 37% alla mezz’ora. Non siamo a risultati record chiaramente anzi ma di fatto sono tempi buoni soprattutto considerando la grande batteria. 

AUDIO

Il Galaxy Fold possiede una configurazione di altoparlanti stereo e grazie al suo fattore di forma i due risultano indipendenti e ugualmente potenti. Nel nostro test il Galaxy Fold risulta eccellente per volume degli altoparlanti ma anche per corposità del suono con la mancanza, volendo essere pignoli di un po’ più di corpo sulle note alte. Da ricordare come il Samsung Galaxy Fold non abbia jack audio classico da 3.5 mm. 

CONCLUSIONI

Il Samsung Galaxy Fold è senza alcun dubbio il futuro degli smartphone. E’ uno di quei dispositivi strani che sembrano presenti già da tempo nel nostro immaginario ma che effettivamente sono ancora un po’ in fase di sviluppo. Il Galaxy Fold o lo si ama o lo si odia. Difficile trovare una via di mezzo ma è anche giusto che sia così perché non è lo smartphone per tutti e non solo per il prezzo al quale viene venduto. Possiede tratti che troviamo da tempo negli smartphone classici ma anche caratteristiche che ancora nessun altro concorrente è riuscito a garantire in un telefono commercializzato. 

Uno smartphone che di certo non passerà inosservato non appena lo si aprirà del tutto. Detto questo, non c’è nulla di semplice nel Fold a partire dal prezzo di vendita che sicuramente paga l’esclusività del prodotto ma anche una costruzione ora ottima oltre a materiali di pregio. Risulta essere più di un gadget futuristico. Ciò che si ottiene è una solida esperienza da top di gamma di Samsung, racchiusa in un formato incredibilmente ‘’eccitante’’, anche se di prima generazione e dunque con tutto quello che ne comporta. 

L’aspetto negativo è senza dubbio l’incognita della durabilità. Non sappiamo effettivamente quanto il display e la relativa cerniera del Galaxy Fold potrà durare nel tempo. Tre settimane sono troppo poche per capire l’effettiva bontà del device da questo punto di vista. Chi lo acquista dovrà incrociare le dita da questo punto di vista anche se siamo certi che l’azienda sud coreana non avrebbe mai posto in commercio un device del genere con la mancanza della durata nel tempo. 

Samsung Galaxy Fold è davvero un dispositivo unico inutile girarci intorno. Nel momento in cui abbiamo messo le mani su di esso, abbiamo piegato lo schermo e iniziato la configurazione iniziale: eravamo in qualche modo meravigliati. È una cosa rara quando si testano e si vedono ogni giorno smartphone di ogni genere. Nell’era dei device praticamente tutti uguali o quasi, dove i produttori ampliano sempre di più gli schermi e dove l’innovazione guarda ai numeri e al potenziale delle CPU, avere uno smartphone che si piega o si amplia non può non far emozionare. 

E Galaxy Fold è anche tutto questo. È unico nel suo genere, per ora, e offre qualcosa di invidiabile: uno schermo pieghevole di dimensioni tablet di qualità. Funziona e anche molto bene seppure con le sue piccole sbavature da prodotto di nuova concezione a cui comunque tutto o quasi è lecito. Siamo chiaramente lontani dalla perfezione ma anche con gli smartphone classici ancora la perfezione non è stata raggiunta e qui di lavoro ce ne sarà ancora da fare. Una volta abituati però al nuovo formato sarà difficile tornare al classico smartphone. 

PRO

  • Design futuristico e un fattore di forma mai visto prima
  • Entrambi gli schermi sono di alta qualità
  • Durata della batteria affidabile
  • L’hardware più veloce e più ricco in circolazione
  • Ottima fotocamera per foto e video
  • One UI con grandi funzionalità multitasking

CONTRO

  • Il design è ancora migliorabile
  • Non impermeabile
  • La piega si vede in controluce
  • E’ molto costoso