Sam Altman e Arianna Huffington: un progetto per usare l’intelligenza artificiale nel settore della salute

Nel tentativo di cambiare il settore della salute e del benessere, la fondatrice e CEO di Thrive Global, Arianna Huffington, e il co-fondatore e CEO di OpenAI, ovvero la casa madre di ChatGPT, il principale modello di intelligenza artificiale generativa, Sam Altman, stanno sostenendo una nuova startup per la salute basata sull’intelligenza artificiale. La startup si chiamerà Thrive AI Health secondo un articolo pubblicato sul TIME scritto dai due imprenditori e si aggiungerà agli strumenti già offerti da Thrive.

Non si tratta ovviamente del primo progetto che punta a unire intelligenza artificiale e salute, con vari esperimenti che stanno cercando di utilizzare le nuove tecnologie per rilevare in tempo i tumori o realizzare diagnosi rapide dell’Alzheimer. “L’intelligenza artificiale è diventata centrale nella missione di migliorare i risultati in termini di salute e produttività, e sono molto interessata all’opportunità di sfruttarla per poter fornire suggerimenti iper-personalizzati per un cambiamento comportamentale”, ha scritto la Huffington su X.

Sam Altman

Arianna Huffington ha co-fondato il famoso sito web di informazione Huffington Post nel 2005 e ha lanciato Thrive Global nel 2016, un’azienda tecnologica che usa strumenti come l’intelligenza artificiale per migliorare la produttività e il benessere. Insieme ad OpenAI Startup Fund, ora punta a lanciare Thrive AI Health come strumento aggiuntivo alla sua offerta attuale.

Il CEO di Thrive AI Health sarà DeCarlos Love, che ha lavorato su intelligenza artificiale, sensori e dispositivi indossabili per salute e fitness presso Google e prima ancora per Apple. L’obiettivo della startup sarà quello di aggiungere un nuovo coach di intelligenza artificiale alla piattaforma digitale di Thrive Global e alla sua app. Tra le altre cose, Thrive organizza programmi di formazione e workshop per aziende e individui. Questi programmi si concentrano su tematiche come la gestione dello stress, il sonno, la mindfulness e la creazione di abitudini sane.

I suggerimenti forniti dal coach si baseranno sulle abitudini dell’utente, visto che si baserà sui cibi preferiti, sulle condizioni che consentono di avere un sonno di qualità, su quando e quanto si cammina e sui modi più efficaci per ridurre lo stress. Sulla base di tutti questi dati il coach AI offrirà raccomandazioni in tempo reale che consentono di modificare i comportamenti quotidiani per migliorare la salute.

“L’utilizzo dell’intelligenza artificiale in questo modo aumenterebbe e democratizzerebbe anche i benefici derivanti dal miglioramento delle abitudini quotidiane e affronterebbe le crescenti disuguaglianze sanitarie”, hanno scritto i due sul TIME. “Coloro che dispongono di più risorse hanno già il potere di cambiare comportamenti, accedere a formatori, chef e life coach”, hanno continuato. “Ma poiché le malattie croniche, come il diabete e le malattie cardiovascolari, sono distribuite in modo diseguale tra la popolazione, un coach sanitario basato sull’intelligenza artificiale iper-personalizzato aiuterebbe a rendere più facili e accessibili i cambiamenti di comportamento salutari”.

Sebbene sia sicuramente apprezzabile il tentativo di democratizzazione nell’accesso alle informazioni necessarie per attuare i cambiamenti comportamentali per la salute, le crescenti preoccupazioni sull’uso dell’intelligenza artificiale, e le sue continue “allucinazioni”, sembrerebbero attualmente incompatibili con un suo impiego in ambito sanitario.