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Russia, un processore RISC-V a 8 core per portatili entro il 2025

In Russia sono pronti a puntare sui processori RISC-V. Secondo quanto riportato dal sito Vedomosti.ru (via Anandtech), il conglomerato statale Rostec ha siglato un accordo con l’azienda del settore server Yadro e il progettista Syntacore per sviluppare una CPU RISC-V.

L’obiettivo sarebbe quello di creare un processore RISC-V sufficientemente potente da finire a bordo di sistemi governativi e per il settore scolastico entro il 2025. Il costo del progetto si aggirerebbe sui 30 miliardi di rubi, ossia 400 milioni di dollari, due terzi dei quali saranno forniti da “clienti” (come Rostec e sussidiarie) mentre l’ultimo terzo arriverà dal bilancio federale. Si punta a raggiungere almeno 60 mila sistemi, a partire dai PC destinati al Ministero dell’Istruzione e della Scienza e quelli per il Ministero della Salute.

Quanto alle specifiche tecniche, si punterebbe a creare un processore a 8 core con frequenza di 2 GHz, realizzato a 12 nanometri. Syntacore è già impegnata nello sviluppo di un proprio core basata su architettura RISC-V e malgrado siano in molti a chiedersi se il progetto rispetterà gli obiettivi prestazionali, vi sono possibilità che entro il 2025 lo scenario di mercato sia più favorevole visto il fermento dell’ultimo periodo, anche per quanto concerne un supporto da parte del mondo software.

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Come ricorda Anandtech, la Russia ha diversi progetti dedicati alla progettazione di CPU “fatte in casa”, dai processori Elbrus 2000 basati su un set di istruzioni VLIW personalizzato e destinati a implementazioni ad alta potenza in ambito desktop e server ai processori Baikal basati su ISA MIPS32 per i supercomputer.

Il nuovo progetto RISC-V dovrebbe rivolgersi a notebook e desktop senza grandi velleità di potenza, ma al momento i dettagli sono scarsi, quindi non resta che attendere l’evoluzione di questo interessante progetto.