Roscosmos ha lanciato per la prima volta un razzo spaziale Soyuz-5 per una missione di test suborbitale

Nel corso dei mesi si erano susseguiti dei ritardi per il primo lancio di prova del nuovo razzo spaziale russo Soyuz-5. Questa soluzione, nei piani di Roscosmos è pensata per sostituire i vecchi vettori considerati ormai obsoleti e costosi (per quanto affidabili) per passare a soluzioni più moderne e in grado di fornire flessibilità e una cadenza di lancio superiore.

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Finalmente alle 20:00 del 30 aprile (ora italiana), dalla pad 45 del cosmodromo di Baikonur è stata lanciata la prima missione di prova del vettore Soyuz-5 per un test suborbitale con carichi utili fittizi. Secondo quanto riportato da Roscosmos la missione è stata un pieno successo validando l’hardware e preparandosi così ai futuri lanci orbitali (l’agenzia spaziale russa ha confermato che il secondo stadio e i carichi utili sono rientrati nella zona dell’Oceano pacifico designata), anche se l’operatività effettiva di questa soluzione potrebbe essere ancora lontana.

soyuz-5

Primo lancio per il razzo spaziale Soyuz-5

Dmitry Bakanov (direttore generale di Roscosmos) ha dichiarato che “oggi si è svolto un lancio speciale con il decollo di Soyuz-5, un nuovo razzo spaziale russo dotato del motore a propellente liquido più potente al mondo. L’utilizzo di questo razzo consentirà di ridurre sostanzialmente il costo unitario del carico utile. Ciò avrà un impatto positivo sull’economia dei lanci spaziali”.

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Come dichiarato dall’alto dirigente russo, questa soluzione utilizza per il primo stadio un singolo motore RD-171M, una variante di un propulsore pensato per il razzo spaziale Energia legato (anche) al progetto Buran. Questo motore era anche pensato per essere riutilizzabile fino a dieci volte, ma il collasso dell’Unione Sovietica ha comportato grandi ritardi nel suo sviluppo e utilizzo.

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Il lancio inaugurale del razzo spaziale Soyuz-5 era previsto inizialmente a metà 2022, ma ritardi progettuali e scarsità di fondi hanno portato a diversi rinvii. Il progetto è stato anche denominato via via con diversi nomi come “Energia-K”, “Phoenix” e “Irtysh” mentre ora è stato definito “Sunkar”, che in russo significa “falco”.

La spinta del motore RD-171M (che ha quattro camere di combustione) è pari a 740 tonnellate mentre la massa al decollo del vettore è di circa 540 tonnellate. Il secondo stadio impiega due motori RD-0124MS (ciascuno con due camere di combustione) e può utilizzare anche la tecnica dell’hot-staging per la separazione degli stadi, contribuendo a migliorare la spinta complessiva.

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Le prestazioni riportato indicano la capacità di portare 17 tonnellate di carico utile in orbita bassa terrestre (LEO). Le dimensioni complessive sono pari a 65 metri mentre i fairing sono da 5,2 metri di diametro. Potenzialmente sarebbe prevista una versione che potrebbe supportare le future capsule per il trasporto degli equipaggi e di carichi utili verso la stazione spaziale russa ROS.

Secondo Alexey Anpilogov (della Fondazione Osnovanie) “in generale, se si dispone di un vettore di lancio come Soyuz-5, si ha la capacità di lanciare moduli per stazioni orbitali. Ciò significa che il progetto per una stazione orbitale russa indipendente sta diventando realtà. In altre parole, la Russia ora ha un cavallo di battaglia che consentirà al Paese di raggiungere pienamente la sovranità spaziale”