Abbiamo pubblicato da poco un aggiornamento riguardante le missioni robotiche russe dirette verso la Luna, con i ritardi riguardanti quelle dopo Luna-27. Nel frattempo Roscosmos ha diffuso nuovi piani per la stazione spaziale russa ROS (Russian Orbital Station, in passato ROSS, Russian Orbital Space Station) che permetterebbero alla Russia di anticipare la fine delle vita operativa della Stazione Spaziale Internazionale.

Secondo quanto dichiarato da Vladimir Kozhevnikov (RSC Energia, parte di Roscosmos), la nuova stazione spaziale in orbita bassa terrestre potrebbe essere completata nel 2034. Il direttore generale di Roscosmos, Dmitry Bakanov, aveva dichiarato che il primo modulo della stazione spaziale ROS sarà operativo a partire dal 2028.
Una prima fase vedrà la sostituzione del modulo Prichal (attualmente collegato alla ISS) con la soluzione UUM, che avrà funzioni simili ma sarà più aggiornato. Il modulo Prichal è stato collegato alla Stazione Spaziale Internazionale nel 2021 mentre nel 2028 verrà effettuato l’undocking dalla ISS e verrà fatto deorbitare insieme a una navicella cargo Progress così da poter inserire il modulo UUM.

Successivamente il modulo NEM della futura stazione spaziale ROS sarà collegato all’UUM e, poco prima che la ISS venga fatta deorbitare (nel 2030, circa), NEM e UUM effettueranno l’undocking per diventare la base della futura struttura spaziale. A questi due moduli si aggiungerà il modulo ShM (un airlock).
A questa base operativa saranno poi uniti altri tre moduli entro il 2034 che saranno il corpo della stazione spaziale ROS. Stando alle ultime informazioni sembra che Roscosmos non preveda inizialmente l’utilizzo delle nuove navicelle spaziali, ripiegando ancora su Soyuz e Progress. I lanci saranno effettuati dal cosmodromo di Baikonur a causa dell’inclinazione scelta (simile a quella della ISS) mentre non sarà coinvolto il cosmodromo di Vostochny.

Interessante notare che la Russia starebbe puntando anche a creare una stazione lunare orbitante che potrebbe essere collegata per test proprio alla stazione spaziale ROS per poi essere spinta verso l’orbita lunare. La base tecnica e ingegneristica sarà quella di NEM e Orel (permettendo un risparmio sui costi di progettazione e produzione) e potrebbe avere una massa di 22 tonnellate.
Si tratta di progetti ambiziosi considerando che Roscosmos non sembra attualmente in grado di garantire un programma affidabile, pur rimanendo importante per la nazione avere una propria indipendenza dopo la fine della ISS.