Rocket Lab ha posticipato il lancio del razzo spaziale riutilizzabile Neutron alla fine del 2026

Negli scorsi giorni Rocket Lab ha annunciato i risultati fiscali per l’ultimo periodo riportando anche alcune novità sullo sviluppo del razzo spaziale riutilizzabile Neutron che potrebbe debuttare nel 2026, anche se lo scetticismo cresce. Infatti la società neozelandese-statunitense ha dichiarato che, in seguito a un problema durante i test di un serbatoio dedicato al nuovo vettore medio, il lancio inaugurale di Neutron è ora previsto per il quarto trimestre di quest’anno.

rocket lab neutron

Sempre stando alle informazioni rilasciate da Rocket Lab, il problema con il serbatoio sarebbe stato legato a un cedimento strutturale di una zona critica. Durante l’indagine è emerso un difetto di fabbricazione con una una riduzione della resistenza. Questa prima unità era stata realizzata da una società terza.

La seconda sarà realizzata direttamente da Rocket Lab grazie a una macchina AFP (automated fiber placement) e dovrebbe eliminare il problema all’origine perché l’appaltatore aveva utilizzato un processo di deposizione manuale della fibra di carbonio e delle resine. La scelta della società aveva permesso di ridurre le tempistiche (almeno secondo le aspettative) mentre la macchina AFP veniva messa in funzione. Per rinforzare ulteriormente la struttura ci sarà anche un cambio del design.

Questa modifiche e i nuovi test necessari hanno quindi portato la nuova data di lancio inaugurale del razzo spaziale Rocket Lab Neutron alla fine del 2026 (Q4 2026), ma queste tempistiche potrebbero scontrarsi con la “legge di Berger” (o Berger’s Law) dal giornalista di ArsTechnica che indica come molto probabile che un lancio stabilito per la fine dell’anno possa essere posticipato all’inizio dell’anno seguente.

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Ricordiamo che Neutron utilizza un design particolare che prevede i fairing attaccati al corpo del primo stadio. Il secondo stadio invece si trova completamente all’interno delle carenature ed è più simile a un kick-stage o a un OTV (orbital transfer vehicle). Le prestazioni indicano la capacità di portare fino a 13 tonnellate in LEO e 1,5 tonnellate verso Marte o Venere. L’altezza complessiva è pari a 43 metri con un diametro massimo di 7 metri e un diametro dei fairing di 5 metri. La massa al decollo è invece pari a 480 tonnellate mentre i propellenti utilizzati sono metano e ossigeno liquidi.