Renault Group si starebbe preparando a riportare all’interno della propria struttura Ampere, la divisione dedicata ai veicoli elettrici e ai software-defined vehicle (SDV) lanciata come entità autonoma alla fine del 2023. Secondo quanto riportato da Reuters, citando fonti vicine al dossier, il gruppo francese avrebbe deciso di chiudere Ampere Holding come unità indipendente, reintegrandone attività e asset per semplificare l’organizzazione, ridurre i costi e accelerare l’esecuzione dei progetti futuri.
Ampere era nata come uno dei pilastri della strategia dell’ex CEO Luca de Meo, con l’obiettivo di creare il primo player europeo “pure-play” focalizzato su veicoli elettrici e software. La nuova società contava circa 11.000 dipendenti, di cui circa il 35% ingegneri, e aveva ereditato importanti asset industriali, tra cui il polo ElectriCity nel nord della Francia (Douai e Maubeuge per l’assemblaggio, Ruitz per i componenti), lo stabilimento di Cléon e la responsabilità produttiva di modelli elettrici come Renault 4 e Renault 5, rimasti a listino con il marchio Renault. Successivamente era stato inaugurato anche un centro software nell’area di Nizza.

Il progetto prevedeva una rapida quotazione in Borsa, sostenuta anche dal coinvolgimento dei partner dell’Alleanza Nissan e Mitsubishi. Tuttavia, l’IPO è stata prima rinviata nel gennaio 2024 e poi definitivamente accantonata per valutazioni di mercato ritenute insufficienti. Nei mesi successivi sono venuti meno anche gli impegni finanziari dei partner: a marzo 2025 Nissan è stata liberata dall’obbligo di investire 600 milioni di euro, mentre a maggio è stato annullato l’accordo da 200 milioni con Mitsubishi.
Dopo il passaggio di Luca de Meo al gruppo del lusso Kering nell’estate 2025, il nuovo amministratore delegato François Provost ha avviato una revisione complessiva delle principali iniziative strategiche ereditate. La reintegrazione di Ampere rappresenterebbe il secondo cambio di rotta significativo nel giro di pochi mesi: già a dicembre Renault aveva annunciato la chiusura dei servizi di car-sharing di Mobilize, reintegrandone le attività residue legate a energia e dati nel perimetro del gruppo.
Secondo le fonti, la cancellazione dell’IPO ha aperto la strada a una revisione della governance e del modello operativo. Venendo meno la necessità di una struttura autonoma orientata al mercato finanziario, Renault avrebbe scelto di assorbire nuovamente Ampere per eliminare la complessità del modello iniziale. In questo nuovo assetto, Ampere è destinata a operare come centro avanzato di ingegneria e sviluppo per veicoli elettrici e software, mentre gli impianti produttivi torneranno a essere controllati direttamente dalla casa madre.
Il piano di riorganizzazione, presentato ai sindacati, dovrebbe entrare in vigore dal 1° luglio e, secondo quanto riferito, non comporterebbe impatti significativi sull’occupazione o sui contratti della maggior parte dei dipendenti coinvolti. Ampere, già passata sotto la supervisione del CTO del gruppo Philippe Brunet nel settembre scorso, continuerà quindi a rappresentare un nodo centrale della strategia elettrica di Renault, ma all’interno di una struttura più integrata e tradizionale.