RDNA 5 sulle APU AMD, ma non per tutti: la fascia mainstream potrebbe aspettare il 2029

A distanza di 10 mesi, il leaker Kepler_L2 ribadisce quanto aveva detto a gennaio: la maggior parte delle future APU di AMD non adotterà un’architettura superiore a RDNA 3.5 fino al 2029.

La prossima evoluzione della grafica integrata di AMD, infatti, potrebbe arrivare soltanto nel 2029, con il debutto delle APU Ryzen basate sull’architettura Zen 7, conosciute con il nome in codice Grimlock.

In un post sul forum NeoGAF, rispondendo a un utente che ipotizzava un arrivo di RDNA 5 nei normali processori mobile a partire dal 2028, Kepler_L2 ha risposto seccamente: “RDNA5+ nel 2029 con Grimlock”. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle differenze tra RDNA 5 e la sua evoluzione RDNA 5+.

L’ipotesi è coerente con le indiscrezioni che descrivono una roadmap delle APU suddivisa in più segmenti. Già a gennaio Kepler_L2 aveva infatti parlato di una strategia AMD articolata su due linee. Da una parte ci sarebbero i prodotti che non necessitano di una GPU integrata particolarmente potente, come notebook da ufficio e portatili gaming dotati di una GPU dedicata di fascia alta. Queste soluzioni potrebbero continuare a utilizzare RDNA 3.5 fino al 2029.

Dall’altra parte ci sarebbero invece le APU premium, destinate a integrare GPU più prestanti e a passare prima a RDNA 5. Una distinzione che potrebbe interessare soprattutto i modelli pensati per il gaming e i notebook di fascia alta.

La generazione Zen 6, identificata dal nome in codice Medusa, rappresenterebbe un passaggio intermedio particolarmente articolato. Secondo le indiscrezioni, AMD starebbe valutando configurazioni differenti a seconda della fascia di prodotto.

Medusa Premium dovrebbe adottare una GPU RDNA 5 su un die dedicato identificato come AT4 GMD, mentre Medusa Halo potrebbe utilizzare un’altra soluzione RDNA 5, denominata AT3 GMD. Entrambi i chip grafici sarebbero separati dai die dedicati alla CPU.

La variante monolitica Medusa Point, destinata a prodotti più accessibili, potrebbe invece conservare una GPU RDNA 3.5. Su questo punto, però, le informazioni non sono del tutto concordanti.

Altre indiscrezioni parlano infatti di RDNA 4m per Medusa Point, una versione modificata di RDNA 3.5 che dovrebbe introdurre un migliore supporto a FSR 4.

Il quadro potrebbe quindi prevedere configurazioni differenti anche all’interno della stessa generazione di processori. Per chi aspetta una GPU integrata RDNA 5 su un notebook mainstream o su una console portatile, questo scenario potrebbe tradursi in un’attesa piuttosto lunga.

Le indiscrezioni sulla generazione Grimlock non riguardano soltanto la componente grafica. Secondo le informazioni circolate, AMD dovrebbe proporre due varianti principali per il mercato mobile: Grimlock Point e Grimlock Halo.

La prima dovrebbe partire da una configurazione con quattro core Zen 7 e otto core compatti Zen 7c nel die principale. Attraverso l’aggiunta di un chiplet supplementare, il numero complessivo di core potrebbe arrivare a 20.

Grimlock Halo sarebbe invece una soluzione più ambiziosa, con una configurazione iniziale da 8 core Zen 7 e 12 core Zen 7c. L’aggiunta di ulteriori chiplet permetterebbe di raggiungere un massimo di 36 core.

Particolarmente interessante sarebbe la GPU integrata della variante Halo. Le indiscrezioni parlano di almeno 48 Compute Unit basate su RDNA 5 o RDNA 5.5, con la possibilità di arrivare fino a 64 CU. Le prestazioni grafiche potrebbero risultare superiori del 20-35% rispetto a quelle della GPU integrata in Medusa Halo, anche se al momento non sono disponibili benchmark o valori concreti.

Un’altra novità attesa per Grimlock riguarda il processo produttivo. I chiplet Zen 7 dovrebbero essere realizzati da TSMC con il processo A14, identificato anche come classe produttiva a 1,4 nm. Si parla inoltre dell’impiego della tecnologia di packaging FOPLP.

Secondo le indiscrezioni, i primi processori Grimlock potrebbero arrivare sui desktop nel 2028, prima delle varianti mobile previste nel 2029. La nuova generazione rappresenterebbe quindi un aggiornamento importante per la piattaforma Ryzen, sia sul fronte delle prestazioni CPU sia su quello della grafica integrata.

Resta da capire se RDNA 5+ sarà effettivamente riservata alle APU Zen 7 oppure se AMD deciderà di utilizzarla anche per una futura revisione delle GPU Radeon dedicate. Quest’ultima possibilità appare al momento meno probabile: le schede video discrete RDNA 5 sono attese tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028, con possibili ritardi legati alla carenza globale di memoria DRAM. Un eventuale aggiornamento RDNA 5+ nel 2029 non è impossibile, ma le indiscrezioni attuali puntano soprattutto sulle APU Grimlock.

Come sempre, si tratta di informazioni non ufficiali. Senza conferme da parte di AMD, sia le caratteristiche tecniche sia le finestre di lancio indicate devono essere considerate provvisorie.