Prezzi alti e carenze dei componenti frenano la crescita dei PC

La crescita del mercato PC, dopo qualche timido segnale di ripresa, torna decisamente verso il segno negativo. Non è però la concorrenza da parte dei dispositivi come smartphone e tablet a determinare il risultato negativo, quanto più il rialzo sostanziale dei prezzi di componenti come RAM, SSD e pannelli LCD che ha comportato un aumento dei prezzi finali dei prodotti.

Il mercato PC è calato del 4,3% nel corso del secondo trimestre 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo le stime di Gartner. L’impatto maggiore sarebbe stato nel settore consumer, dove gli acquirenti sono più sensibili alle fluttuazioni del prezzo e tendono maggiormente a rimandare l’acquisto dei prodotti se i prezzi sono troppo elevati.

Nel mondo sono circa 61,1 milioni le unità vendute, con il primo posto che passa a HP (12,69 milioni, +3,3%), il secondo posto a Lenovo (12,2 milioni, -8,4%) e il terzo posto per Dell (9,56 milioni, +1,4%). Il mercato statunitense vede un declino del 5,7%, mentre nell’area EMEA la caduta si arresta a -3,5% – complici maggiori sembrano essere l’instabilità del Regno Unito e l’incertezza riguardo la Brexit, seppur controbilanciati dalla Germania e, in parte, dalla Francia.

Nelle stime non è stato tenuto conto dei Chromebook, che Gartner considera ancora categoria a parte per via di quelle che definisce “funzionalità limitate rispetto ai PC” (in particolare per quanto riguarda le capacità offline). I Chromebook, però, hanno visto una crescita considerevole, grazie soprattutto all’uso nelle scuole statunitensi.

Si allontana quindi ancora un ritorno alla crescita per un mercato che è in declino costante da ormai cinque anni. Un assestamento dei prezzi dei componenti sarà fondamentale perché ci sia un’effettiva ripresa delle vendite, soprattutto per quanto riguarda il mercato consumer.