OpenAI ha annunciato una nuova e controversa partnership strategica assumendo una quota di proprietà in Thrive Holdings, società di investimento privata appartenente allo stesso gruppo di Thrive Capital, uno dei principali finanziatori dell’azienda guidata da Sam Altman.
Questa mossa, rivelata anche dal Financial Times attraverso fonti anonime, rappresenta l’ennesimo esempio di accordo “circolare” nel settore dell’intelligenza artificiale, in cui capitali, servizi e vantaggi economici continuano a fluire all’interno delle stesse reti di investitori e società.
Secondo quanto riportato, OpenAI non avrebbe investito denaro per ottenere la partecipazione in Thrive Holdings, ma fornirà invece un pacchetto significativo di risorse: dipendenti, modelli, prodotti e servizi destinati alle aziende della holding. In cambio, OpenAI potrebbe ricevere parte dei rendimenti futuri generati dal gruppo, creando un legame finanziario potenzialmente molto redditizio per entrambe le parti.

La collaborazione si concentrerà su due settori centrali per Thrive Holdings: servizi IT e contabilità. Si tratta di ambiti caratterizzati da grandi volumi di lavoro, processi ripetitivi e forte dipendenza da flussi operativi standardizzati, contesti in cui gli strumenti di intelligenza artificiale di OpenAI possono offrire vantaggi immediati in termini di velocità, precisione, automazione e riduzione dei costi. L’obiettivo dichiarato dell’accordo è “rafforzare la qualità dei servizi” trasformandoli attraverso l’adozione su larga scala di tecnologie AI.
Il nuovo accordo tra OpenAI e Thrive Holdings
Il CEO di Thrive, Joshua Kushner, fratello minore del marito della figlia di Donald Trump, ha sottolineato come l’AI, a differenza delle precedenti rivoluzioni tecnologiche, stia cambiando le industrie “dall’interno verso l’esterno“.
Secondo Kushner, saranno gli stessi professionisti dei vari settori a ridefinire le proprie attività utilizzando l’intelligenza artificiale come strumento nativo. La posizione di Trump a favore dell’AI e l’interesse dei suoi collaboratori, come David Sacks, contribuiscono ulteriormente a un contesto politico che spinge verso l’espansione del settore.
Un punto cruciale dell’accordo riguarda l’accesso ai dati: OpenAI potrà utilizzare quelli provenienti dalle aziende di Thrive Holdings per addestrare i suoi modelli, ottenendo così una nuova e preziosa fonte di informazioni operative. Questo vantaggio duplice, integrazione nei servizi del portfolio e nuovi dati proprietari, rende l’operazione particolarmente strategica.
Secondo fonti vicine all’accordo, OpenAI potrebbe diventare una sorta di “braccio di ricerca” per Thrive Capital, aprendo la strada a una serie di collaborazioni simili. Il COO di OpenAI, Brad Lightcap, ha infatti suggerito che questa partnership potrebbe essere solo la prima di una nuova ondata di accordi.