Nutanix ha scelto la conferenza annuale .NEXT 2026, in corso a Chicago dal 7 al 9 aprile, che Edge9 segue in prima persona, per presentare un aggiornamento ampio della Nutanix Cloud Platform (NCP) che tocca storage, data services, gestione operativa e, soprattutto, l’ecosistema di partner infrastrutturali. Il messaggio di fondo è chiaro: in un mercato in cui la supply chain hardware resta sotto pressione e molte aziende stanno ripensando le proprie scelte di virtualizzazione, Nutanix vuole posizionarsi come piattaforma flessibile su cui far convergere macchine virtuali, container e carichi di lavoro IA, indipendentemente dall’hardware sottostante.

Passeremo al setaccio i molti annunci fatti da Nutanix durante l’evento, che diventano come i pezzi di un puzzle che va ricomposto per comprendere la visione d’insieme. In questa news parliamo di cloud ibrido, seguiranno altre due news: una dedicata alla virtualizzazione, in particolare con strumenti per migrare da VMware, e l’altra focalizzata sull’IA agentica, con un focus sui nuovi cloud provider specializzati in GPU.
Storage, gestione e sovranità dei dati
Le novità più rilevanti sul fronte dei data services riguardano lo storage e la gestione dei dati in chiave IA e sovranità. Nutanix Unified Storage (NUS) 5.3, disponibile da subito, espande le capacità di migrazione automatica dei dati verso Google Cloud e l’object storage S3-compatibile di OVHcloud, e introduce scalabilità multitenant per gli object store. L’obiettivo dichiarato è trasformare l’object storage da semplice tier di archiviazione a elemento cardine per le infrastrutture dedicate all’IA e nella roadmap 2026 compare anche l’accelerazione RDMA, pensata per i dataset di addestramento di grandi dimensioni.
Data Lens 2.0, anch’esso già disponibile, porta le funzionalità di analisi anti-ransomware e governance dei dati in ambienti completamente on-premise, incluse le installazioni air-gapped: una risposta alle esigenze di chi non può appoggiarsi a servizi SaaS per la sicurezza dello storage. Nutanix Cloud Manager (NCM) 2.0 completa il quadro con una nuova architettura di gestione multisito e multidominio, capace di controllare più istanze Prism Central da un’unica console. La novità più significativa per le operations è l’integrazione della gestione dei costi direttamente nella piattaforma on-premise, con misurazione dei consumi, rendicontazione e pianificazione del budget senza dipendere da applicazioni SaaS esterne.
Sul fronte del cloud ibrido, Nutanix Cloud Clusters (NC2) si espande verso le region governative e sovrane, con il supporto già attivo per AWS GovCloud e quello per AWS European Sovereign Cloud in arrivo entro fine anno. Nel secondo semestre 2026 arriverà anche il supporto per istanze bare-metal con Hyperdisk su Google Cloud, che consentirà di scalare lo storage in modo indipendente dalle risorse di calcolo. Per le aziende che faticano a reperire hardware, queste opzioni cloud funzionano come valvola di sfogo: i carichi di lavoro possono girare nel cloud pubblico senza dover essere riprogettati, con la possibilità di riportarli on-premise quando l’hardware diventa disponibile.
L’ecosistema hardware più ampio nella storia di Nutanix

L’aspetto forse più significativo degli annunci riguarda l’espansione dell’ecosistema infrastrutturale, che Nutanix definisce la più ampia della propria storia. La nuova appliance Foundation Central semplifica l’installazione di Nutanix Cloud Infrastructure e dell’hypervisor AHV su server enterprise di Cisco, Dell, Fujitsu, HPE e Lenovo. Sono già disponibili il disaster recovery sincrono per Dell PowerFlex e il supporto esteso per Everpure FlashArray //c. Nella roadmap del 2026 compaiono il supporto per GPU AMD, le integrazioni con Cisco Unified Edge, Secure AI Factory e AI Pod, l’espansione della collaborazione con Lenovo ThinkSystem su storage e server, e il supporto per Dell PowerStore (attualmente in early access).
In questo quadro si inserisce la novità più rilevante sul piano delle partnership: l’alleanza strategica con NetApp. Le due aziende integreranno lo storage enterprise NetApp basato su ONTAP con NCP e l’hypervisor AHV entro la fine dell’anno. La logica della partnership è quella del disaccoppiamento tra risorse di calcolo e storage: le aziende potranno modernizzare il livello di virtualizzazione adottando NCP e AHV, mantenendo l’infrastruttura dati NetApp già in uso e le sue funzionalità di gestione, protezione e mobilità dei dati.
Sul piano tecnico, l’integrazione basata su NFS punta a semplificare la migrazione delle VM con conversioni dirette in pochi minuti tramite NetApp Shift e Nutanix Move, e a offrire gestione granulare a livello di singola VM per prestazioni, capacità e ripristino. La soluzione congiunta includerà le funzionalità di NetApp ONTAP Autonomous Ransomware Protection con IA (ARP/AI) per il rilevamento in tempo reale di minacce e tentativi di esfiltrazione. Cisco è coinvolta nell’iniziativa attraverso l’evoluzione di FlexPod con risorse di calcolo e networking Cisco, storage NetApp e software Nutanix. In prospettiva, le due aziende prevedono di integrare ONTAP anche nella soluzione Nutanix Agentic AI.
Non è facile stare dietro alle innumerevoli novità presentate da Nutanix, ma ogni singolo pezzo del puzzle sembra incastrarsi per delineare un quadro di insieme chiaro: le numerose partnership annunciate, molto significativa quella con NetApp, l’espansione verso i cloud sovrani e le nuove funzionalità di gestione delineano una strategia che mira a ridurre il rischio di lock-in e a offrire ai clienti opzioni concrete per la modernizzazione dell’infrastruttura. Infrastruttura che è sempre più ibrida, perché Nutanix opera in modo aperto e flessibile sul public cloud, nell’edge e on-premise.