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Nuove informazioni sulla costellazione di seconda generazione dei satelliti SpaceX Starlink

Mentre a Boca Chica si sta lavorando duramente per l’assemblaggio del sistema Starship, emergono nuove informazioni sulla costellazione di seconda generazione dei satelliti SpaceX Starlink. Come sappiamo, l’obiettivo è quello di arrivare a una copertura globale a partire da questo mese (o poco dopo), secondo Elon Musk.

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Ma con l’aumentare degli utenti e la mancata copertura di alcune aree, SpaceX non si fermerà qui, nonostante abbia messo in orbita quasi 1800 satelliti allo stato attuale. Per questo è in corso lo sviluppo della costellazione di seconda generazione. Questo consentirà di accogliere sempre più utenti e terminare nel prossimo futuro il programma di test chiamato Better Than Nothing Beta.

SpaceX Starlink e la costellazione di seconda generazione

In una lettera inviata alla fine dello scorso mese e indirizzata alla FCC (Federal Communications Commission) da parte di David Goldman di SpaceX sono stati chiariti alcuni punti riguardanti la nuova costellazione di satelliti per la connessione Internet.

Secondo quanto riportato, la società di Elon Musk ha dichiarato di aver lanciato 1740 satelliti SpaceX Starlink fino a questo momento. Questo ha permesso di far connettere circa 90 mila utenti da 12 nazioni in tutto il Mondo (a fine Giugno erano 70 mila) con 500 mila dispositivi per la connessione che sono stati già ordinati.

Ma, come detto, lo scopo è quello di raggiungere ancora più utenti mantenendo le prestazioni elevate. Per questo la nuova generazione sarà più veloce e con minore latenza. Questo sarà possibile anche grazie all’utilizzo di un sistema come Starship che ha capacità di carico utile ben più elevate di un Falcon 9.

Due le configurazioni in via di sviluppo

La costellazione di seconda generazione di SpaceX Starlink potrà essere realizzata sulla base di due configurazioni che comprenderanno quasi 30 mila satelliti. La prima proposta vede l’utilizzo di 29.988 unità mentre la seconda toccherà le 29.996.

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Ci sono alcune differenze sul numero di satelliti in base ai piani orbitali con la prima che prevederà meno piani orbitali ma che saranno “più affollati” con al massimo 120 unità. La seconda configurazione invece sarà più “granulare” occupando più piani orbitali complessivi ma con meno satelliti per piano orbitale (al massimo 50 unità).

La quota minima della prima configurazione toccherà i 340 km mentre nella seconda si arriverà fino a 328 km. L’altitudine massima invece sarà pari rispettivamente a 614 km per entrambe. La configurazione considerata “primaria” è la configurazione 1.

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Per avere le concessioni necessarie, la società ha anche dovuto assicurare il deorbiting sicuro per i nuovi SpaceX Starlink. In generale, il deorbiting passivo (nel caso il satellite non dovesse più rispondere completamente) è mediamente inferiore a quattro anni. Ovviamente in base all’altitudine e all’inclinazione orbitale ci sono grandi differenze: si va dalle due settimane ai 3,43 anni per la configurazione 1 agli 11 giorni fino ai 3,43 anni per la configurazione 2.