Sembrava un caso chiuso, o quantomeno sulla strada della risoluzione, ed ecco invece l’ennesimo colpo di scena. Stiamo parlando dell’affair Nexperia, ovvero del produttore di una serie di chip basilari ma fondamentali per il settore dell’automotive che, nelle scorse settimane, è stato al centro di una disputa tra Olanda e Cina.
La società, cha il quartier generale in Olanda, ma è fortemente diramata in Cina – d’altronde la controllante Wingtech è cinese – sta vivendo una lotta interna che mette ancora a fortissimo rischio di stop grandi parti della filiera dell’automotive europeo.
Lo si apprende da una lettera aperta pubblicata dal ramo olandese Nexperia B.V. sul proprio sito, nella quale ci si rivolge alle proprie entità operative in Cina, chiedendo un intervento immediato per ripristinare il flusso regolare della supply chain. L’azienda segnala infatti che clienti di diversi settori stanno riportando rischi concreti di imminenti interruzioni produttive a causa delle difficoltà logistiche ancora irrisolte.

Secondo Nexperia BV, l’appello arriva dopo ripetuti tentativi – telefonate, email, proposte di riunioni, iniziative formali e informali – di ristabilire un dialogo diretto con la controparte cinese per definire un percorso strutturato verso la normalizzazione delle esportazioni e delle attività di assemblaggio e test svolte in Cina. L’azienda sottolinea di non aver ricevuto alcun riscontro significativo, elemento che l’ha spinta a ricorrere a una comunicazione pubblica per evidenziare l’urgenza della situazione.
“Abbiamo accolto con favore l’impegno delle autorità cinesi a facilitare la ripresa delle esportazioni dallo stabilimento cinese di Nexperia e da quello dei nostri subappaltatori, consentendo il flusso continuo dei nostri prodotti verso i mercati globali. Ciononostante, i clienti di tutti i settori continuano a segnalare imminenti interruzioni della produzione“, si legge in un passaggio.
“Questa situazione non può protrarsi. Esortiamo quindi la dirigenza delle entità di Nexperia in Cina ad adottare misure immediate per avviare negoziati strutturati volti a ripristinare flussi di fornitura prevedibili e consolidati senza ritardi, tra cui pianificazione della produzione, programmi di consegna e governance operativa trasparente”.
“Come passo successivo, dovremmo occuparci dell’allineamento con la governance aziendale, in modo da poter riprendere le operazioni nell’ambito del quadro di governance stabilito, degli accordi interaziendali e rispettando le istruzioni legali della direzione globale di Nexperia BV”.
Wingtech Technology, azionista di riferimento di Nexperia, ha replicato contestando il contenuto della lettera dell’unità olandese, definendolo “fuorviante e contenente numerose affermazioni non veritiere”. Secondo il gruppo, la causa principale del caos nella catena di approvvigionamento risiederebbe nella “privazione illegittima dei diritti di controllo e di proprietà azionaria” su Nexperia, imputata alle recenti azioni del governo olandese. Wingtech sostiene inoltre che tali iniziative avrebbero l’obiettivo di favorire una “de-cinesizzazione” permanente della supply chain.
Nonostante l’annuncio della sospensione dell’intervento statale olandese – decisione giunta dopo negoziazioni con le autorità cinesi e inizialmente interpretata come un possibile punto di svolta – la normalizzazione dei rapporti appare quindi ancora lontana.
Alcuni costruttori, tra cui Nissan e Bosch, hanno segnalato rischi crescenti di carenza di componenti. Anche la VDA, associazione dell’industria automobilistica tedesca, ha confermato di attendersi criticità soprattutto nel primo trimestre del 2026, pur avendo mantenuto per ora livelli produttivi stabili grazie a misure straordinarie.