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Netflix, nella lotta alle VPN restano “impigliati” anche indirizzi IP residenziali

Da tempo Netflix porta avanti una battaglia a VPN e proxy commerciali noti impedendo a chi fa uso di questi strumenti di accedere ai suoi servizi così da poter mantenere il cosiddetto “geofencing” dei cataloghi, e cioè la disponibilità di determinati contenuti su base geografica.

Chi si collega ad un endpoint in un altro paese tramite una VPN o un proxy commerciale può accedere ai contenuti concessi in licenza per la visualizzazione nel paese dell’endpoint, che eventualmente non sono disponibili per la visione nel paese dell’utente originario.

La battaglia alle VPN sembra però andar inasprendosi: Netflix avrebbe infatti di recente iniziato ad includere subnet IP presumibilmente residenziali nelle sue liste di blocco. La guerra alle VPN è iniziata nel 2015, e da allora i fornitori di questo tipo di servizi hanno sempre cercato nuovi modi per eludere i tentativi di blocco di Netflix e di altri servizi di streaming. La strada principale è quella di eliminare una sottorete esistente, ormai ampiamente identificata come “VPN/proxy” e allestire un altro spazio nuovo. Si tratta comunque di una rincorsa tra gatto e topo, che dura ormai da sei anni.

I fornitori dei servizi VPN mantengono ovviamente una certa segretezza sulle strategie e le tecniche utilizzate, ma a quanto pare una di esse è il leasing degli indirizzi IP in sottoreti IP che presumibilmente fanno parte di utenza “residenziale”, da utilizzare come proxy di uscita. Pare che Netflix abbia iniziato a bloccare anche tali indirizzi, con alcuni danni collaterali che hanno subito fatto sollevare più di un sopracciglio. WeVPN, un fornitore di servizi VPN, ha affermato: “Ci sono centinaia di migliaia di abbonati Netflix residenziali legittimi bloccati”.

I numeri precisi non sono ancora chiari, sebbene anche diversi utenti di Reddit segnalino “contenuti mancanti” quando accedono a Netflix tramite rete locale, laddove tali contenuti sono invece presenti se viene effettuato l’accesso da rete mobile. I contenuti bloccati sono nascosti alla vista, non sono sfogliabili e non sono riproducibili. Qualora si provasse ad accedervi tramite collegamento diretto, si verrebbe accolti da un messaggio di avvertimento che invita l’utente a disattivare VPN e/o proxy.

In risposta ad un utente che su Twitter ha sollevato il problema, sottolineando di non usare sistemi di alterazione dell’IP, Netflix ha suggerito di contattare il fornitore di connettività per “verificare per quale motivo l’indirizzo IP sia associato ad una VPN o un proxy”.