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NASA, sospeso il contratto con SpaceX per il lander lunare delle missioni Artemis

La NASA ha sospeso il contratto da 2,9 miliardi di dollari siglato con SpaceX per il lander delle missioni Artemis che riporteranno l’essere umano sulla Luna. La decisione, che era nell’aria, giunge dopo le contestazioni formali sollevate nei giorni scorsi da Blue Origin and Dynetics, anch’esse in corsa per l’appalto, e che saranno analizzate dal Government Accountability Office (GAO).

SpaceX non potrà quindi ricevere la prima tranche dei 2,9 miliardi totali del contratto, né potrà iniziare a interagire con la NASA nel merito del progetto. “In seguito alle proteste rivolte al GAO, la NASA ha informato SpaceX che i progressi sul contratto HLS sono stati sospesi fino a quando il GAO non risolverà tutti i contenziosi in sospeso relativi a questo appalto”, ha affermato la portavoce della NASA Monica Witt.

Inizialmente la NASA aveva deciso di fornire sostegno finanziario a due candidati per il lander (anche per cautelarsi nel caso un progetto avesse problemi), ma in virtù di un budget risicato si è deciso di appoggiare la sola SpaceX, lasciando quindi senza sostegno economico per il Human Landing System sia Dynetics che Blue Origin. Quest’ultima ritiene che l’Agenzia abbia ingiustamente “spostato i paletti all’ultimo minuto” mettendo in pericolo l’obiettivo di riportare l’uomo sulla Luna nel 2024.

Per questa missione SpaceX ha intenzione di riadattare Starship e il suo progetto è risultato non solo tecnicamente migliore, ma anche più economico rispetto a quelli di Blue Origin e Dynetics. Il contratto al momento sospeso è valido per le prime due missioni (una di prova senza equipaggio), quindi c’è uno spiraglio per le altre aziende di partecipare alle missioni future, sempre che i loro progetti si rivelino adeguati visto che Blue Origin (come fatto notare anche da Musk su Twitter) non ha ancora raggiunto l’orbita terrestre, e la Luna di certo non è dietro l’angolo.