La tappa francese del Microsoft Frontier Tour ha messo al centro un tema che in Europa pesa più che altrove, la sovranità digitale. Nel keynote di Parigi Satya Nadella, CEO di Microsoft, ha ripercorso l’intera offerta per le imprese. Ha parlato della nuova app Copilot, di Microsoft IQ, il livello che organizza la conoscenza dell’azienda, cioè documenti, persone, progetti e modelli semantici dei dati, e la mette a disposizione di modelli e agenti insieme agli strumenti e ai connettori che questi possono usare, di Agent 365 per la governance degli agenti e dell’infrastruttura Azure. Il gruppo più consistente di annunci riguarda però Microsoft Sovereign Cloud, che a un anno e mezzo dai Digital Commitments per l’Europa entra in una nuova fase.
Quegli impegni, presentati nell’aprile 2025, prevedevano tra l’altro un aumento del 40% della capacità dei data center europei in due anni, il completamento dell’EU Data Boundary, un consiglio di amministrazione composto da cittadini europei per le attività dei data center nel continente e l’impegno a contestare anche in tribunale un eventuale ordine di sospendere i servizi cloud in Europa. Microsoft colloca le novità in uno scenario in cui le imprese costruiscono le proprie strategie di sovranità mentre fanno i conti con sanzioni, dazi e conflitti internazionali, senza voler rallentare l’adozione dell’IA.
La lettura proposta da Nadella è che la sovranità vada trattata come un portafoglio di opzioni, che comprende un cloud pubblico con controlli sovrani, cloud privati e cloud gestiti da partner in modo completamente indipendente. Il CEO ha aggiunto un livello che di solito resta fuori dal dibattito, sostenendo che per un’impresa la forma di sovranità più importante oggi sia il controllo dei propri modelli e dei cicli di apprendimento costruiti sui propri dati, prima ancora dell’infrastruttura. “La sovranità non è uno strumento spuntato“, ha detto dal palco. “Non riguarda una sola cosa, significa avere opzioni da esercitare come meglio si crede, in base ai propri carichi di lavoro e al proprio settore“.
Più controlli sul cloud pubblico
La prima linea d’intervento riguarda chi resta sul cloud pubblico. Il Sovereign Control Panel, che entrerà in public preview in occasione di Microsoft Ignite, riunisce nel portale Azure le informazioni sull’assetto di sovranità che oggi sono sparse tra policy, servizi e conoscenze delle singole persone, e riguardano residenza dei dati, cifratura a riposo e in transito, continuità operativa e portabilità dei carichi di lavoro. Nella dimostrazione sul palco il pannello indicava, per esempio, la quota di risorse conformi a una policy di residenza e quelle da ridistribuire in un’altra area geografica, con il dettaglio raggiungibile in un clic.
Accanto al pannello arrivano strumenti pensati per rendere verificabile l’operato della stessa Microsoft. Data Guardian, in fase di rilascio per i clienti dell’Unione Europea e dell’EFTA, fa sì che gli accessi remoti degli ingegneri Microsoft ai sistemi di produzione siano supervisionati da un partner di fiducia residente nell’UE. Il Production Touch Ledger, in rilascio graduale nelle stesse aree, registra accessi e azioni in un archivio a prova di manomissione, che permette di ricostruire cosa è stato toccato e perché. Si aggiungono i controlli Just-in-time Access e Customer Lockbox sull’accesso degli operatori agli ambienti dei clienti.
Per la cifratura, la gestione esterna delle chiavi con Azure Managed HSM è ora disponibile in versione definitiva (general availability) e consente di conservare la chiave radice su hardware di proprietà del cliente, nei propri data center o presso una terza parte di fiducia. Le Azure Confidential Clean Rooms, in limited preview, estendono invece il confidential computing alle collaborazioni tra più organizzazioni, con i dati che restano cifrati anche durante l’elaborazione.
Quando il cloud pubblico non è più raggiungibile
Le novità di maggior peso riguardano lo scenario estremo, quello in cui l’accesso al cloud pubblico venga interrotto. Microsoft ha pubblicato linee guida e pattern architetturali per la continuità operativa sovrana e ha integrato nel Sovereign Control Panel una sezione che indica quali risorse sono già predisposte per passare da Azure ad Azure Local, la piattaforma che porta i servizi Azure nei data center del cliente, e quali richiedono modifiche, come la sostituzione di un servizio di messaggistica. I carichi trasferiti in locale restano inizialmente connessi ad Azure e gestibili insieme al resto dell’infrastruttura cloud, ma possono essere portati in modalità completamente disconnessa, con un control plane locale, senza interrompere le applicazioni. Questa transizione è in public preview sul Sovereign Private Cloud.
Su Azure Local SQL Server è disponibile in general availability sia in modalità connessa sia disconnessa, mentre DocumentDB e Blob Storage sono in public preview. Sono in general availability anche le macchine virtuali confidenziali, con memoria cifrata e isolamento a livello hardware, mentre la multitenancy, che permetterà di separare risorse e gestione tra più tenant sulla stessa infrastruttura, è stata annunciata senza una data. Microsoft 365 Local porta in preview, per clienti selezionati, l’integrazione con server SharePoint ed Exchange gestiti in locale.
Foundry Local, che diventerà general availability a Ignite per l’uso connesso e disconnesso, risponde alla seconda dimensione indicata da Nadella, quella dei cicli di apprendimento. Il catalogo comprende modelli Microsoft, dei partner, open-weight e open source, con la possibilità di interrogare i dati aziendali in linguaggio naturale. Nello stesso momento arriverà GitHub Enterprise Local, un’appliance di GitHub Enterprise Server validata su Azure Local, che consentirà agli sviluppatori di usare GitHub Copilot con modelli eseguiti in locale. Modelli, dati su cui vengono specializzati e strumenti di sviluppo possono così restare nello stesso perimetro dei carichi più critici.
Il terzo tassello è l’ecosistema dei partner, che Microsoft articola in cloud nazionali gestiti in modo indipendente, partner software che integrano Azure Local con funzioni di sicurezza, identità, osservabilità, backup e ripristino, partner specializzati in sovranità e partner di co-innovazione per l’infrastruttura dei data center e dell’edge. Tra i nomi figurano Accenture, AMD, Dell Technologies, Fortinet, HPE, Intel, Mistral, NVIDIA, Rubrik e Veeam. Il caso di riferimento è Bleu, la joint venture di Capgemini e Orange, che secondo quanto annunciato da Nadella è ora disponibile in Francia per tutta la pubblica amministrazione e per i settori regolamentati.
Nadella ha poi messo in guardia da una lettura della sovranità come chiusura, indicando nella cybersecurity un contrappeso che spesso si dimentica. La difesa di un’infrastruttura, anche sovrana, si basa sui segnali di minaccia che Microsoft raccoglie in tutto il mondo osservando attacchi e anomalie, e un ambiente che se ne isola del tutto perde questa visibilità. “Si è davvero sicuri a livello locale solo se si possono sfruttare i segnali raccolti su scala globale“, ha spiegato. “Chi se ne scollega diventa più vulnerabile“. Per chi progetta un cloud sovrano, l’isolamento di dati e operazioni non può tradursi nella rinuncia alla threat intelligence globale.
Modelli intercambiabili, a partire da Mistral
Il tema della scelta attraversa anche la parte del keynote dedicata all’IA. Nadella ha insistito sul fatto che orchestrazione, memoria, contesto e permessi debbano restare separati dai modelli, così da poter sostituire un modello in qualsiasi momento senza perdere il lavoro fatto. In Microsoft Foundry i modelli disponibili sono oltre 11.000 e il catalogo si allarga ora a Mistral. I modelli della società francese sono disponibili da oggi in Copilot Studio, mentre Mistral Large arriverà a breve su Foundry, all’interno di una partnership che Microsoft dichiara di voler approfondire. Per un’impresa europea diventa così possibile costruire agenti con Copilot o con Microsoft IQ appoggiandosi a un modello sviluppato in Europa.
Nella stessa logica rientra Decision 1, il modello lanciato da Microsoft poche settimane fa, che apre una classe di modelli dedicati alla classificazione, economici e veloci. Abbinato a sistemi di smistamento che inviano ogni richiesta al modello più adatto e affinano la scelta in base ai risultati, secondo Nadella è destinato a diventare un componente standard per migliorare l’efficienza nell’uso dei token. L’app Copilot, che permette di scegliere anche tra i modelli di OpenAI e Anthropic, offre già una modalità automatica che seleziona il modello più adatto.
Agenti sotto osservazione e nuovo silicio
Per Nadella ogni agente deve avere un’identità, ogni azione deve essere tracciata e registrata in modo non manomissibile, i privilegi devono essere ridotti al minimo, il comportamento va monitorato durante l’esecuzione e deve restare possibile spegnere l’agente quando l’analisi del rischio lo richiede, principi che pesano di più man mano che agenti e modelli diventano più capaci. Agent 365 è il control plane che Microsoft propone per applicare questi principi, al servizio dei team IT, della sicurezza e della gestione dei costi, mentre Project Perception, integrato con Microsoft Defender, affida la sicurezza a squadre di agenti che simulano attacchi, difendono e correggono le vulnerabilità.
Sull’infrastruttura Microsoft misura l’efficienza in token per watt per euro. Azure conta oltre 500 data center e più di 80 region, con un parco di acceleratori che comprende NVIDIA, AMD e i chip proprietari Maia. Il nuovo Maia 300, presentato la scorsa settimana e atteso in produzione nel 2027, secondo Microsoft offre oltre il 40% di token per megawatt in più rispetto ai sistemi basati su GPU. In Francia l’azienda ha due region attive e una terza in arrivo, e rivendica 4 miliardi di euro investiti in infrastrutture cloud e IA, 600.000 persone formate sull’IA su un obiettivo di un milione e 1.800 startup supportate sulle 2.500 previste entro il 2027. Tra i clienti francesi citati sul palco figurano Alstom, Amadeus, AXA e TotalEnergies per Copilot, mentre Saint-Gobain usa Microsoft Discovery per individuare nuove molecole per additivi del cemento a minori emissioni.
Da Parigi Microsoft risponde alla domanda europea di sovranità con una gradazione di opzioni più che con un singolo prodotto, che comprende il cloud pubblico con chiavi e registri sotto il controllo del cliente, i cloud nazionali dei partner e l’operatività locale scollegata. È una strategia che le consente di restare l’interlocutore di riferimento anche per i carichi che le norme o il rischio geopolitico spingono fuori dal cloud pubblico. Alcuni dei tasselli più attesi, come il Sovereign Control Panel, Foundry Local e GitHub Enterprise Local, arriveranno però solo con Ignite, ed è su quelli che i clienti potranno misurare la concretezza della proposta.