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Microsoft ha mitigato un attacco DDoS da 2,4 Tbps: è il più grande mai avvenuto

Microsoft ha comunicato di essere stata in grado di mitigare un attacco DDoS (Distributed Denial-of-Service) di ben 2,4 Tbps avvenuto nel corso del mese di agosto. Si tratta di un attacco che ha preso di mira un cliente del servizio Azure in Europa ed è stato superiore più del doppio al volume del più grosso attacco registrato da Microsoft nel 2020.

Non solo: il recente attacco supera anche il volume di picco di 2,3 Tbps registrato nel precedente attacco più grande in assoluto e che è stato portato ai danni di Amazon Web Services lo scorso anno. Secondo quanto racconta Microsoft, l’attacco avrebbe avuto una durata di oltre 10 minuti, con alcuni picchi di 2,4Tbps, 0,55 Tbps e 1,7Tbps.

Gli attacchi di tipo Denial of Service sono usati per costringere offline un servizio, inondando i server dai cui viene erogato con un volume di traffico che il gestore dell’infrastruttura non è in grado di sostenere. Sono, in genere, “Distributed” perché l’origine dell’attacco è appunto distribuita su più sorgenti e a tal proposito vengono utilizzate delle botnet, e cioè veri e propri eserciti di macchine che sono state compromesse tramite malware di qualche tipo che le rende controllabili da remoto.

“L’attacco ha avuto origine da circa 70 mila fonti, situate in più paesi dell’area Asia-Pacifico come Malesia, Vietnam, Taiwan, Giappone e Cina, e anche dagli Stati Uniti” ha sottolineato Amir Dahan, senior program manager Microsoft Azure Networking.