Microsoft ha distribuito per errore la nuova applicazione OneDrive Photos a milioni di dispositivi. L’app, un progetto ancora in fase di incubazione, è comparsa all’improvviso all’interno del menu Start e nella ricerca di sistema senza alcuna autorizzazione da parte degli utenti. Jeff Teper, vicepresidente esecutivo delle app di Microsoft, ha confermato pubblicamente l’incidente, precisando che la funzione è sfuggita al controllo dei test interni prima del tempo previsto.

L’integrazione forzata ha scatenato un’immediata reazione negativa tra gli utenti. L’applicazione si presenta infatti come una web app particolarmente pesante in termini di consumo di memoria RAM e poco reattiva nell’uso quotidiano. I sistemi desktop hanno visto comparire un doppione non richiesto, specialmente considerando che Windows 11 integra già un visualizzatore di foto nativo in grado di gestire contemporaneamente i file locali e le immagini salvate sul cloud.
Il malcontento ha travalicato l’ambito consumer raggiungendo le reti aziendali, dove gli amministratori IT si sono ritrovati il software applicato anche su macchine gestite centralmente. Per correre ai ripari, la società ha aggiornato la roadmap aziendale introducendo due modifiche mirate alla gestione e alla rimozione del software. La prima novità, tracciata con l’ID 568931, consentirà ai gestori di rete di disabilitare l’accesso tramite account personali a partire da agosto.
Disinstallazione separata e controllo degli account
L’intervento più atteso riguarda la seconda funzione a listino, identificata dal codice ID 568934. Questa opzione permetterà di disinstallare OneDrive Photos in modo del tutto indipendente dall’applicazione principale di OneDrive. L’operazione non impatterà sulla sincronizzazione dei file di testo o dei documenti già salvati nel cloud, garantendo la continuità operativa del servizio base. Il rollout di questo strumento di disinstallazione separata è programmato per settembre 2026.
Non si tratta del primo episodio in cui Windows 11 distribuisce software senza un chiaro consenso. In passato l’azienda ha subito pesanti critiche per l’installazione automatica di strumenti come Microsoft 365 Copilot. Nonostante i dirigenti abbiano assicurato che la versione classica dell’app Foto continuerà a garantire la scelta tra archiviazione locale e remota, la vicenda evidenzia la fragilità dei meccanismi di distribuzione di sistema e una propensione invadente verso i servizi web integrati.