NewsTecnologia

Micron e 3D XPoint, adesso è proprio finita: venduta la fabbrica produttiva a Texas Instruments

Micron Technology ha annunciato la vendita della fabbrica di Lehi, nello Utah, a Texas Instruments (TI). Si chiude così il “capitolo 3D XPoint” per l’azienda statunitense, dopo che a marzo annunciò l’intenzione di “cessare lo sviluppo di 3D XPoint con effetto immediato” per dirottare le risorse su prodotti di memoria basati sullo standard Compute Express Link (CXL).

Era proprio nella Fab di Lehi che Micron realizzava la memoria 3D XPoint necessaria a Intel per i prodotti Optane. “Micron si impegna a completare i propri obblighi ai sensi del contratto di fornitura di wafer esistente con Intel, che attualmente arriva alla fino alla fine dell’anno corrente 2021, e Micron intende mantenere tutta la sua proprietà intellettuale associata a 3D XPoint”, dichiarò l’azienda a marzo. Intel si limitò ad commentare che l’annuncio di Micron non cambiava “la strategia verso Optane e la capacità di fornire prodotti ai nostri clienti”.


X100, l’unico prodotto 3D XPoint di Micron: non è mai decollato

Intel non ha una capacità produttiva di memoria 3D XPoint elevata, con il solo impianto nel New Mexico che ne realizza una piccola quantità per ricerca e validazione. L’azienda statunitense dovrà quindi correre ai ripari, creando una propria linea, sebbene i prodotti 3D XPoint – SSD e le DIMM Persistent Memory – non richiedano una produzione in volumi elevatissimi.

D’altronde, Micron ha detto addio a 3D XPoint proprio perché la mole di investimenti richiesta è ingiustificata dalle prospettive di mercato, e la stessa Intel ha deciso di relegare Optane ai comparti notebook e server, dicendo addio ai settori desktop e workstation. Vi è quindi anche la possibilità che persino Intel dica addio a questa tecnologia nata per unire i vantaggi della DRAM (bassa latenza e alta velocità) e della NAND (archiviazione delle informazioni in assenza di energia).

Il valore economico della vendita è di 1,5 miliardi di dollari, di cui 900 milioni di dollari in contanti da Micron per la transazione e 600 milioni di dollari in valore legati a specifici macchinari e altri asset. “Micron ha venduto alcuni di questi asset e manterrà il resto per ridistribuirlo in altri suoi siti di produzione o venderlo ad altri acquirenti“, specifica l’azienda.

I dipendenti altamente specializzati dell’impianto avranno l’opportunità di unirsi a Texas Instruments alla conclusione della vendita che dovrebbe chiudersi entro la fine dell’anno solare. TI riconvertirà l’impianto per produrre le soluzioni del suo portfolio con processi maturi a 65 e 45 nanometri.

L’annuncio della vendita arriva alla fine del terzo trimestre fiscale 2021, in cui Micron Technology ha raggiunto un fatturato di 7,42 miliardi di dollari rispetto ai 5,44 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso. L’utile netto ha toccato 1,74 miliardi, mentre la stima del quarto trimestre è fissata tra 8 e 8,4 miliardi di dollari.