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Mezzo milione di euro di multa per DAZN: pubblicità ingannevole dal Netflix del calcio

Sono due le pratiche commerciali scorrette indicate dall’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) nei confronti di DAZN, il servizio sportivo in streaming arrivato in Italia nel corso del 2018. L’Autorità ha irrogato sanzioni complessive di 500 mila euro ai danni di Perform Investment Limited e Perform Media Services, accusate di aver diffuso pubblicità e informazioni ingannevoli sul pacchetto Calcio 2018/2019.

DAZN

Secondo l’AGCM le due società hanno violato l’art. 21 del Codice del Consumo, utilizzando nell’attività promozionale del servizio di streaming messaggi pubblicitari attraverso cui veniva enfatizzata la possibilità di fruizione del servizio “quando vuoi, dove vuoi”. La colpa è stata non aver specificato riferimenti alle possibili limitazioni di natura tecnica, che avrebbero potuto “renderla complicata o addirittura impedirla”, come del resto poi è avvenuto.

Il debutto commerciale di DAZN non è stato infatti senza problemi, e in alcuni casi a non aver retto è stata l’infrastruttura di rete utilizzata dal servizio. Sin dalle primissime settimane DAZN, definito “il Netflix del calcio”, ha accusato diverse problematiche dovute alla grande diffusione di pubblico, fra cui interruzioni del servizio o un palpabile degrado nella qualità delle immagini e nell’esperienza di visione.

L’art. 21 del Codice del Consumo è stato violato anche in un’altra circostanza dalle due compagnie alla base di DAZN, che hanno adottato sul sito web una “modalità ingannevole di adesione al servizio”. In sostanza sul sito si indicava la possibilità di accedere gratuitamente per il primo mese, e che la registrazione non avrebbe implicato la sottoscrizione dell’abbonamento a pagamento. Così in realtà non è stato: creando l’account, di fatto, si determinava la sottoscrizione del contratto e, in assenza di disdetta, sarebbe stato attivato l’addebito sistematico dei costi mensili.