La Commissione europea ha concesso il nulla osta all’acquisizione di Ceconomy AG da parte di JD.com, ma lo ha fatto subordinandolo al rispetto integrale di una serie di impegni proposti dalle stesse parti. Il via libera è arrivato dopo un’istruttoria approfondita, avviata dopo la notifica dell’operazione e proseguita con un documento in cui Bruxelles ha formalizzato le proprie preoccupazioni.
Le due società coinvolte hanno profili molto diversi. JD.com è una holding con sede alle Isole Cayman, quotata al Nasdaq e alla Borsa di Hong Kong, a capo di un gruppo che opera nel retail e in un marketplace e-commerce nella Repubblica Popolare Cinese, oltre a fornire servizi logistici e soluzioni tecnologiche.
Ceconomy ha invece sede in Germania ed è specializzata nella vendita di elettronica di consumo ed elettrodomestici. I suoi marchi principali sono MediaMarkt, Saturn e MediaWorld, presenti sia online sia con negozi fisici in diversi Stati membri. Il gruppo conta oltre 1.000 punti vendita in undici Paesi europei, circa 400 dei quali in Germania. L’offerta di JD.com valuta Ceconomy circa 2,2 miliardi di euro e l’intenzione di acquisirla era stata annunciata nell’estate del 2025.

Nel corso dell’indagine la Commissione ha raccolto informazioni aggiuntive dalle parti e il parere dei concorrenti. Ne è emerso che JD.com ha beneficiato, da parte della Cina, di sussidi sotto forma di finanziamenti agevolati, incentivi fiscali e sovvenzioni, giudicati potenzialmente idonei a distorcere il mercato interno. Secondo l’esecutivo UE, questi fondi hanno contribuito a finanziare in parte la costruzione e la gestione dell’infrastruttura logistica del gruppo e lo sviluppo dei sistemi IT.
Il nodo riguardava ciò che sarebbe accaduto dopo il closing. Le capacità logistiche e tecnologiche sostenute dai sussidi sarebbero state messe a disposizione di Ceconomy, abbassandone i costi operativi in misura non replicabile dai rivali privi di analogo sostegno pubblico. Inoltre, i sussidi avrebbero potuto rafforzare la capacità di JD.com e Ceconomy di finanziare le attività nel mercato interno e di adottare politiche di prezzo aggressive a danno degli altri operatori. Il rischio è considerato rilevante soprattutto nel settore europeo dell’elettronica di consumo, caratterizzato da una forte concorrenza sui prezzi.
Per superare queste criticità, le parti hanno offerto tre impegni:
- le transazioni infragruppo tra JD.com e Ceconomy, compresi i finanziamenti concessi dalla prima alla seconda, dovranno avvenire a condizioni di mercato;
- i servizi di magazzino e logistica di JD.com saranno offerti ai rivenditori terzi alle stesse condizioni applicate a Ceconomy;
- i servizi tecnologici di JD.com saranno offerti a terzi alle stesse condizioni riservate a Ceconomy.
A seguito del test di mercato, le parti hanno tenuto conto delle principali carenze segnalate dai concorrenti. Sono stati rafforzati gli impegni su transazioni infragruppo e finanziamenti da JD.com a Ceconomy e migliorati termini e condizioni dei servizi logistici e tecnologici per i terzi. La Commissione ha concluso che le misure rimediano in modo pieno ed efficace alla distorsione, perché impediscono le sovvenzioni incrociate da JD.com a Ceconomy ed eliminano il vantaggio competitivo che il gruppo combinato ricaverebbe dalle capacità logistiche e tecnologiche sovvenzionate.
Gli impegni hanno validità di dieci anni. L’attuazione sarà monitorata da un trustee indipendente sotto la supervisione della Commissione, e la decisione resta condizionata al pieno rispetto delle misure.
L’operazione era già stata esaminata anche dalla Germania, che nell’estate 2025 aveva dato il proprio assenso con alcune condizioni. Tra queste, la tutela dei dati personali dei clienti e il riconoscimento al governo federale di ampi poteri di controllo e vigilanza, che gli consentirebbero di revocare l’autorizzazione in caso di violazioni.
Con il sì di Bruxelles, JD.com e Ceconomy hanno comunicato in una nota congiunta che tutte le condizioni dell’offerta risultano soddisfatte. Il perfezionamento della transazione è atteso nei prossimi giorni.