Mastodon, il social alternativo a Twitter che attrae gli utenti in fuga a causa dell’acquisizione di Musk

Con l’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk si è registrato un certo fermento nel mondo dei social network e, a quanto pare, diversi utenti dello stesso Twitter stanno abbandonando la piattaforma, preoccupati dei cambiamenti che porterà l’avvicendamento alla dirigenza. In particolare un social, Mastodon, nelle ultime ore è sulla bocca di tutti, perché starebbe vedendo un’impennata nelle iscrizioni.

Mastodon: il social open source “alternativa etica a Twitter”

Si tratta di un social open source fondato nel 2016 dal tedesco Eugen Rochko. Con circa 4 milioni e mezzo di iscritti, Mastodon viene definito come l’“alternativa etica a Twitter”, dal quale mutua le caratteristiche principali. Si tratta, infatti, di una piattaforma di microblogging i cui messaggi non possono superare i 500 caratteri. L’idea alla base è quella della decentralizzazione, in assenza di un server centrale e una strutturata basata su nodi collegati tra di loro.

Mastodon

Gli utenti gradiscono Mastodon proprio per l’uso di un protocollo open source (il suo codice è disponibile liberamente su GitHub), un’impostazione che potrebbe seguire anche Twitter, dopo alcune dichiarazioni in tal senso da parte dello stesso Musk. In particolare, su Mastodon gli utenti sono liberi di creare delle proprie “istanze” del social network. Ciascuna istanza è un’installazione autonoma e indipendente con la quale è possibile fare quello che si vuole. Non esiste dunque un solo Mastodon, ma tante versioni gestite da altrettanti individui o gruppi.

Nelle ore successive all’annuncio di Elon Musk, Mastodon ha visto l’iscrizione di almeno 30 mila nuovi utenti, mentre le tendenze #RIPTWITTER e #Mastodon hanno cominciato a emergere su Twitter. Anche le app iOS e Android di Mastodon hanno visto un’impennata nei download.

Non è la prima volta che Mastodon acquisisce popolarità dopo fatti che hanno coinvolto Twitter e deluso la sua community. Nel 2017, la decisione di rimuovere gli handle utente dai quote allo scopo di impattare meno sul limite di caratteri aveva provocato un’ondata di indignazione presso la community di Twitter, che cominciò a passare su Mastodon per protesta. Nel 2019 avvenne qualcosa di simile, quando gli utenti indiani non gradirono i cambiamenti alle regole di moderazione.

Mastodon ha una struttura più complessa di Twitter, il che potrebbe scoraggiare una parte dell’utenza. Il suo fondatore Rochko, però, sostiene che diversi cambiamenti verranno intrapresi a breve e che la crittografia end-to-end dei messaggi è in lavorazione, insieme a nuove “interessanti funzionalità per i gruppi”.

“Curiosamente uno dei motivi per cui ho iniziato a studiare la decentralizzazione dei social media nel 2016, che successivamente mi avrebbe portato a creare Mastodon, sono state proprio le voci secondo cui Twitter, la piattaforma di cui ero un utente quotidiano ormai da anni, sarebbe stato venduto all’ennesimo controverso miliardario”, ha scritto Eugen Rochko. “C’erano ovviamente altre ragioni, come le decisioni che Twitter prendeva su alcune funzionalità. E ora, finalmente, è successo, e per le stesse ragioni tantissime persone stanno venendo su Mastodon”.

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