Secondo un’inchiesta di Bloomberg firmata da Jason Schreier, Electronic Arts avrebbe deciso di rinunciare al prossimo capitolo di Mass Effect per puntare su Star Wars Battlefront 3, una scelta che avrebbe contribuito direttamente alla chiusura di BioWare.
Secondo Schreier il publisher americano si è trovato davanti a un bivio strategico: finanziare due produzioni fantascientifiche dal costo potenziale di centinaia di milioni di dollari ciascuna oppure concentrarsi su un solo progetto.
La scelta sarebbe ricaduta sul franchise di Star Wars, considerato dai vertici aziendali un investimento meno rischioso e più prevedibile rispetto a un nuovo episodio di Mass Effect. Una decisione che arriva in un momento particolarmente delicato per Electronic Arts, alle prese con una pesante ristrutturazione finanziaria.
Il recente leveraged buyout da 55 miliardi di dollari, guidato dal fondo sovrano dell’Arabia Saudita, ha infatti trasformato EA in una società privata, caricandola di circa 18 miliardi di dollari di debito. La necessità di razionalizzare gli investimenti avrebbe quindi avuto un peso determinante nella scelta tra i due progetti.

L’opportunità di sviluppare un terzo capitolo di Star Wars Battlefront sarebbe emersa recentemente grazie a nuove interlocuzioni con Disney e Lucasfilm. Secondo le fonti citate da Bloomberg, EA avrebbe considerato il marchio Star Wars una scommessa commerciale più sicura, anche in virtù della propria esperienza nel settore degli sparatutto, dove può contare su franchise consolidati come Battlefield.
Un aspetto significativo della vicenda è che lo sviluppo di Battlefront 3 non sarebbe ancora formalmente iniziato. La scelta di EA avrebbe quindi privilegiato un progetto ancora nelle fasi preliminari rispetto a un nuovo Mass Effect sul quale, invece, BioWare aveva già lavorato a lungo.
La storia del rapporto tra Electronic Arts e BioWare presenta inoltre una particolare coincidenza. Nel 2007 EA acquisì lo studio canadese anche in virtù delle prospettive legate a Star Wars: The Old Republic, il gioco di ruolo online basato sull’universo creato da George Lucas, che avrebbe dovuto generare ricavi superiori al miliardo di dollari. Quasi vent’anni dopo, un’altra produzione legata a Star Wars avrebbe contribuito alla fine dello studio.
A pesare sulla posizione di BioWare sarebbero state anche le difficoltà degli ultimi anni. Il caso più rilevante è quello di Dragon Age: The Veilguard, che nonostante un’accoglienza critica generalmente positiva non ha raggiunto le aspettative commerciali di Electronic Arts. Secondo quanto riportato, le vendite sarebbero state inferiori del 50% rispetto alle proiezioni interne.
Il risultato avrebbe alimentato le perplessità della dirigenza sulla capacità dello studio di sostenere produzioni di grandi dimensioni con ritorni economici adeguati. Alcuni dirigenti avrebbero inoltre ipotizzato che Dragon Age: The Veilguard avrebbe potuto ottenere risultati migliori se fosse stato concepito come un gioco live service, anziché come un’esperienza tradizionale per giocatore singolo.
Anche il metodo di lavoro tradizionalmente associato allo studio, definito internamente come “BioWare magic”, avrebbe mostrato i propri limiti. L’espressione indicava la convinzione che sforzi straordinari e intensi periodi di lavoro potessero risolvere problemi produttivi e trasformare progetti complessi in prodotti di successo. I risultati di The Veilguard avrebbero dimostrato che questo approccio non era più sufficiente.