L’UE prolunga il periodo di test del progetto SALTO per realizzare un razzo spaziale riutilizzabile europeo basato su Themis

Le ultime novità riguardanti il prototipo di un hopper chiamato Themis risalivano ad agosto. In grande ritardo rispetto alla roadmap indicata in precedenza e più in generale al mercato dei lanci spaziali (in particolare se si guarda alla Cina e agli USA), la Commissione Europea avrebbe prolungato il periodo di test del progetto SALTO (reusAble strAtegic space Launcher Technologies & Operations) pensato per sviluppare le tecnologie utili all’industria europea per la creazione di vettori riutilizzabili.

Secondo quanto riportato da European Spaceflight, il termine del progetto è stato posticipato alla fine del 2026 (anche se la scadenza inizialmente era stata fissata a novembre 2025). Durante questa estate era prevista la possibilità di un primo test a bassa quota (hop-test) per Themis ma il programma sta procedendo a rilento e attualmente il prototipo ha invece realizzato alcuni test criogenici con il riempimento dei serbatoi.

esa themis

Tra i partner del progetto SALTO c’è ArianeGroup mentre l’Unione Europea ha speso circa 42,8 milioni di euro per cercare di arrivare ad avere prototipi in grado di raggiungere quote sempre più elevate. Dopo la fase costruttiva, il prototipo è stato portato allo spazioporto di Esrange (Svezia) per i test.

Secondo quanto riportato dal sito ufficiale del progetto, alla fine di settembre Themis ha completato un secondo wet dress rehearsal. Questo ha consentito agli ingegneri di completare una sequenza di lancio simulata simulando anche la fase di atterraggio post-volo con una squadra di robot che aiuteranno a gestire i potenziali incendi (in particolare della zona motore) dopo il test a bassa quota.

Allo stato attuale non c’è ancora una data per il primo test a bassa quota. Inoltre, trovandosi in Svezia, il sito di prova potrebbe essere non più operativo per la presenza di neve e ghiaccio del periodo invernale. Nel frattempo alcune startup europee stanno cercando di sviluppare le proprie soluzioni riutilizzabili per cercare di aumentare la cadenza di lancio e ridurre i costi cercando di mantenere quanto più possibile l’Europa indipendente per l’accesso allo Spazio.