L’ONU esprime preoccupazione per le operazioni del satellite russo Kosmos 2612 nei confronti del satellite ICEYE-X36

Negli scorsi giorni le operazioni del satellite militare russo Kosmos 2612 non sono passate inosservate. Utilizzando una grande quantità di propellente, questo satellite spia (le cui caratteristiche non sono pubbliche) si è avvicinato pericolosamente al satellite ICEYE-X36. Quest’ultimo sarebbe gestito dalla filiale statunitense della società finnica ICEYE e, grazie ad accordi internazionali, fornisce dati all’Ucraina nel contesto della guerra d’invasione russa.

ICEYE-X36

Secondo le informazioni disponibili attraverso i dati TLE, i due oggetti si sono trovati a una distanza minima compresa tra i 26 metri e i 57 metri. Se si considera che ICEYE non era informata delle operazioni di Kosmos 2612, il rischio di un potenziale incidente (anche senza operazioni ASAT) che avrebbe potuto generare una nuvola di detriti era piuttosto elevato. Fortunatamente, dopo alcune operazioni in prossimità il satellite militare russo Kosmos 2612 si è allontanato dal satellite ICEYE-X36 senza creare problemi noti. Il Ministero della Difesa russo potrebbe aver cercato di mettere in pratica una tattica intimidatoria o raccogliere informazioni sul satellite, ma quanto accaduto non è di pubblico dominio.

ONU: preoccupazione per le operazioni di Kosmos 2612 contro ICEYE-X36

La vicenda ha avuto una certa rilevanza mediatica e anche l’ONU si è espressa in merito. La prima commissione delle Nazioni Unite, che si è riunita in questi giorni, sta discutendo per cercare di prevenire la presenza di armi nello Spazio esterno (in particolare in orbita bassa terrestre, LEO). Di recente Troy Meink (segretario del Dipartimento dell’Aeronautica e della Space Force) aveva dichiarato che gli USA dispongono di armi spaziali, per quanto i dettagli non siano stati resi pubblici. La Space Force, a pochi giorni di distanza, aveva poi spiegato quali potrebbero essere le minacce in orbita.

Nelle dichiarazioni dell’ONU si può leggere come “i delegati del Primo Comitato (Disarmo e Sicurezza Internazionale) hanno espresso oggi un ampio sostegno per preservare lo spazio esterno come un dominio pacifico, sicuro e accessibile per tutti i paesi, ma si è differenziato sulla strada migliore per impedirne l’armamento, con alcuni che favoriscono accordi giuridicamente vincolanti e altri che danno priorità alle misure volontarie”.

satellite russo spia

Sempre nel documento, che riassume la riunione della commissione, viene anche scritto come “Vietnam, Indonesia, Thailandia, Cuba, Brasile e Arabia Saudita, hanno sottolineato il primato di accordi legalmente vincolanti, chiedendo uno -strumento universale, giuridicamente vincolante e multilateralmente verificabile- per impedire una corsa agli armamenti nello Spazio”.

A sollevare la questione delle operazioni del satellite spia russo Kosmos 2612 nei confronti del satellite ICEYE-X36 è stato il rappresentante degli Stati Uniti. Le sue parole sono state “proprio lo scorso fine settimana, il satellite del Ministero della Difesa russo COSMOS 2612 ha mostrato comportamenti minacciosi manovrando intenzionalmente vicino a un satellite commerciale”.

Nel suo discorso ha poi aggiunto che “queste azioni appaiono coerenti con un’operazione legata ad armi in orbita” e, rivolgendosi al delegato russo, ha invitato la Russia a essere trasparente sulle attività del satellite. Di contro la Russia ha “puntato il dito” verso gli Stati Uniti e al suo progetto “Golden Dome” con la Cina che ha rimarcato i programmi degli USA in campo di militarizzazione dello Spazio.

Thomas G. DiNanno (sottosegretario di stato USA) ha aggiunto “come appena annunciato nella Prima Commissione delle Nazioni Unite, il satellite militare russo COSMOS 2612 ha mostrato un comportamento minaccioso manovrando intenzionalmente in modo pericolosamente vicino a un satellite commerciale, comportamenti coerenti con operazioni di armi in orbita. Ciò viola le soglie di sicurezza consolidate da tempo in orbita bassa terrestre. Gli Stati Uniti continueranno a garantire e difendere gli interessi vitali di sicurezza nazionale americani nello Spazio, dallo Spazio e verso lo Spazio”.

In generale non sembra esserci accordo tra i principali paesi coinvolti nelle operazioni militari nello Spazio, mentre altri stati (che attualmente svolgono operazioni limitate in orbita) sono più interessate a preservare la “pace spaziale”. In orbita geostazionaria, dove si trovano diversi satelliti militari e satelliti spia, le operazioni di prossimità sono ancora più frequenti anche se relativamente meno impattanti in caso di problemi. In LEO invece le operazioni militari satellitari potrebbero comportare rischi maggiori con conseguenze a lungo termine.