Intorno alla prima metà di settembre era stato diffuso un aggiornamento riguardante il Dimostratore di Volo FD1 (Flight Demonstrator 1) realizzato dall’italiana Avio per permettere di sviluppare tecnologie utili da implementare all’interno di un razzo spaziale riutilizzabile. L’Europa ha un forte bisogno di progredire nel campo delle tecnologie legate ai razzi spaziali e negli ultimi anni si sono affacciate diverse società che potrebbero ampliare le possibilità per ESA, le agenzie governative delle varie nazioni e per le società europee (e non solo).
Purtroppo sembra che Avio abbia incontrato qualche problema nello sviluppo di FD1 e ora stia facendo un passo indietro sui test programmati nel prossimo futuro. Le informazioni derivano dai documenti finanziari semestrali (1H26) pubblicati negli scorsi giorni e purtroppo non sembrano essere positive per la società italiana e più in generale per la capacità europea di ridurre il costo di lancio e aumentare la cadenza rispetto alla concorrenza di USA e Cina (e dell’emergente India).
Avio e il dimostratore FD1: nuovi ritardi e problemi
Nel documento si può leggere “allo stato attuale con riferimento ai Programmi finanziati nell’ambito del PNRR, si segnala che il principale profilo di rischio riguarda il Programma STS (Space Transportation System). Nellambito di tale Programma sono emerse alcune difficoltà tecniche afferenti alle attività di sviluppo che sono risultate essere più complesse del
previsto. L’analisi della situazione ha condotto ESA, in accordo con Avio, ad una modifica del contratto con una riduzione del perimetro di attività ed una parziale riduzione del finanziamento. Tenuto conto delle potenziali difficoltà tecniche che possono ancora insorgere fino alla chiusura dell’attività si continueranno a monitorare strettamente l’avanzamento delle stesse e il relativo andamento dei costi a finire”.

I dimostratori di volo di Avio prevedevano una soluzione più semplice, a singolo stadio, con il propulsore MR10 (che sarà impiegato anche sul futuro vettore medio leggero Vega E, sostituto del Vega C attualmente in uso). Successivamente era previsto un dimostratore a due stadi che impiegava MR10 e MR60. Il programma aveva come scadenza novembre 2026, ma già da marzo era chiaro come la fattibilità e le tempistiche avrebbero portato a dei ritardi.
Ora ci si attende che un lancio possa essere condotto al sito di Salto di Quirra del Ministero della Difesa italiano in Sardegna. Verranno utilizzate strutture temporanee per allestire un pad e, dopo il lancio, queste strutture di terra saranno smantellate. Non è ancora chiaro quando il lancio verrà effettuato, anche se sappiamo che Avio ha completato l’assemblaggio del dimostratore FD1.
Questi ritardi si uniscono a quelli del programma SALTO dell’Unione Europea che prevede lo sviluppo di tecnologie per vettori riutilizzabili sfruttando quanto appreso grazie al prototipo Themis. Ci si aspettava che quest’ultimo potesse eseguire un hop-test (test a bassa quota) intorno all’estate scorsa, ma attualmente sono stati completati solo alcuni caricamenti di liquido criogenico per simulare quanto avverrà con i propellenti veri e propri.